“Pgt, se non si rimandano i termini sarà un disastro”

Oggi il voto in consiglio Regionale sulla proroga dei termini per il Piano di Governo del Territorio nei singoli Comuni. Luca Macchi (PdL) fa un ultimo appello: "Non si può bloccare tutta l'edilizia, si toccano i diritti dei cittadini"

«Consiglieri regionali, non rimandare il termine per i Pgt sarebbe un disastro su tutti i fronti, politico, amministrativo, sociale».  L’ultimo appello per la proroga dei termini per l’entrata in vigore del Piano di Govenro del Territorio arriva da Luca Macchi, architetto e presidente del Consiglio Provinciale di Varese (PdL). Il provvedimento è oggi al voto del Consiglio Regionale, uno degli ultimi atti: «Gli ordini professionali e l’associazione dei costruttori hanno denunciato tutte le preoccupazioni e la gravità delle conseguenze del mancato slittamento dei termini per la approvazione dei PGT nei comuni, imposto dalla legge Reg 12/05» Di cosa si parla? «La legge regionale 12/05 – spiega ancora Macchi – introduceva l’obbligatorietà per le amministrazioni di approvare i nuovi strumenti urbanistici comunali , denominati PGT , piano di governo del territorio. Una legge che senza dubbio ha innovato il concetto di urbanistica in regione Lombardia, una legge che obbligava i comuni ( forse anticostituzionalmente) a produrre il nuovo strumento urbanistico pena la decadenza del piano urbanistico vigente.  E così dopo alcune proroghe , alla data del prossimo 31 dicembre 2012 , nei comuni che non avranno approvato definitivamente il nuovo strumento urbanistico , non si potranno presentare richieste per edificare, ( permessi di costruire o altre autorizzazioni) ) per nuove abitazioni , ampliamenti e ristrutturazioni. Si potrà operare solo per manutenzione straordinaria fino all’approvazione dello strumento urbanistico. Giusto, vien da dire, vero ? È stata fatta una legge nel 2005 , si è dato il tempo necessario , oggi chi non è pronto subisca le conseguenze. In effetti il discorso non fa una piega, il problema che a pagarne le conseguenze , non sono coloro che hanno fallito l’obbiettivo, cioè i sindaci , le giunte , la politica. Le conseguenze le subiscono i cittadini , i sindaci le giunte, resteranno al loro posto , continueranno a governare, e i cittadini si troveranno nell’impossibilità di ampliare , costruire , ristrutturare la propria casa d’abitazione. Capisco e condivido tutto ciò che la legge prevedeva come termini, ma se oggi in Lombardia ci sono circa 400 comuni che non hanno ancora adottato o approvato definitivamente il PGT , allora non si può pensare di “uccidere” il settore edilizio ma è obbligo riproporre uno slittamento dei termini. Trovo vergognoso il ritardo dei comuni, ma troverei ancor più vergognoso che un sindaco, un’amministrazione comunale , davanti alla non soddisfazione di quanto previsto dalla legge regionale , possa continuare tranquillamente a restare in carica e amministrare , e un cittadino per la prima volta dal 1942, si trovi nell’impossibilità di costruire, su un terreno di sua proprietà, la casa di abitazione o ristrutturare la stessa».

«Penso ai posti di lavoro che si perderanno negli studi professionali, saranno molti i collaboratori che perderanno il posto di lavoro nel prossimo anno. Poi le imprese edili sarà il blocco dell’edilizia “ privata” , ma forse la “lobby dei privati” non ha ancora santi in paradiso». In questo senso il blocco – dice Macchi – colpirebbe appunto più i cittadini che posseggono terreni con diritto di edificare magari una villetta, che non chi pensa a più grandi operazioni edilizie. Ma non è tutto: «Non dimentichiamo cosa succederà nei comuni, niente oneri di urbanizzazione , con possibile conseguenza di non riuscire a rispettare il patto di stabilità , da virtuosi diventeremo comuni inefficienti. Aggiungerei il pericolo di cause tra cittadini e amministrazioni comunali, difatti non si può pensare che chi abbia acquistato un appezzamento di terreno per costruirsi la propria casa d’abitazione , o chi abbia acquistato un fabbricato da ristrutturare, davanti all’impossibilità a realizzare le opere e ad ottenere il relativo permesso di costruire, non si attivi in una causa con l’amministrazione. Non dimentichiamo che il tutto sarebbe conseguenza di una incapacità amministrativa, perciò i danni provocati saranno facilmente oggetto di cause».

La preoccupazione è acuita dai rumors sulla possibile scelta che sarà fatta in Regione. «Sembra invece che slitteranno i termini solo per i comuni che avranno adottato il PGT, prima dicono per una questione di urgenza e indifferibilità» dice ancora Macchi. «No, o lo si fa per tutti o non può essere che l’urgenza e l’indifferibilità esista per i comuni che abbiano adottato il PGT e non per gli altri. Non si può intravvedere la non urgenza nei confronti di un settore che è in estrema difficoltà , non si può non intravvedere la non urgenza nei confronti della perdita di posti di lavoro. Mi auguro che domani il consiglio regionale possa risolvere questo pasticcio, mi auguro che i consiglieri regionali possano riparare alla situazione venutasi a creare. Non rimandare il termine per tutti i comuni sarebbe un disastro su tutti i fronti, politico amministrativo , sociale . Qui si parla di posti di lavoro e di famiglie. Non trovare la soluzione sarebbe immorale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2012
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