Quando il pallone ritorna “a pane e acqua”. E pastasciutta

Un guasto ha costretto la Cedratese a sostituire il proprio trattore; il club ha organizzato alcune cene per raccogliere fondi. E un'azienda alimentare trentina, quando lo ha saputo, ha voluto dare il proprio contributo

"Figli di un gol minore", la nostra rubrica che vi racconta grandi storie di piccolo calcio (o piccole storie di grande calcio, a seconda delle lenti chsi mettono per leggerle…) ha scovato una vicenda che ha il sapore dei tempi passati, di quando cioè il football (i nonni lo chiamavano così, magari storpiandone il nome) era più naturale, a pane e acqua o, come in questo caso, a pastasciutta.
Andiamo quindi sul campo della Cedratese, piccola realtà del mondo calcistico giovanile di Gallarate che da anni si distingue per preparazione e risultati delle proprie squadre, partecipanti ai campionati pulcini, giovanissimi e allievi con oltre 200 ragazzi. Nei mesi scorsi la società biancazzurra ha subìto un inconveniente tipico: la rottura della macchina tagliaerba; un danno non da poco per una piccola associazione dilettantistica che, oltre a spendere soldi per la sostituzione, deve anche far fronte rapidamente al problema per badare ai campi da gioco.
Per cercare di recuperare i fondi e ricomprare il trattorino senza intaccare troppo il conto in banca, la società ha deciso di organizzare alcune serate gastronomiche: cene con prodotti di qualità proposte a un prezzo non certo economico, in modo da garantirsi un margine da destinare all’acquisto del mezzo agricolo. In tavola sono stati portati (tra gli altri) olio, vino e pasta pregiati, acquistati appositamente dai dirigenti che poi hanno chiesto a queste aziende un po’ di materiale illustrativo per "certificare" l’alto livello delle portate servite.
Ma la lettera ricevuta da una di queste ditte è stata particolarmente generosa e inaspettata. Una rinomata azienda alimentare che ha sede in Val di Fiemme, ha risposto regalando la bellezza di 24 chilogrammi di pasta pregiata. Un gesto che, come spiegano dalla società «è stato di grande sensibilità e generosità. Questa società vanta un marchio conosciuto in tutto il mondo ed è scelta da grandi chef nazionali e internazionali che la servono nei loro ristoranti. Constatare che i proprietari in persona ci abbiano risposto, scrivendoci inoltre che hanno preso a cuore la questione e che vogliono partecipare alla raccolta fondi con un "piccolo pensiero", per noi tutti è stato un gesto straordinario. Al mondo, ci siamo detti, c’è ancora tanta brava gente anche se spesso le cronache non ne parlano. Non ha importanza il valore di ciò che ci è stato offerto, ma il modo in cui ci è stato dato: sicuramente con amore, come nelle belle storie che i nonni ci raccontavano e che iniziavano con "C’era una volta"».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2012
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