Restaurate le tavelle lignee di Bonifacio Bembo: ne abbiamo parlato con Valeria Villa

La restauratrice varesina ha curato il recupero delle opere ritrovate al Museo Pogliaghi del Sacro Monte

Valeria Villa ha restaurato le opere lignee attribuite a Bonifacio Bembo ritrovate al Museo Pogliaghi del Sacro Monte di Varese.

Un progetto “europeo”?

Storico ed “europeo”, perché ha permesso di creare un fil rouge tra Parigi, Ginevra, Cremona, Milano e Varese: le città nelle quali sono conservati altri “cicli” di questi manufatti di Bembo. Tutte le tavolette, poi, provengono dal Monastero della Colomba di Cremona: ambiente sì monastico ma anche con sale aperte al pubblico e con opere d’arte preziose, perché le monache appartenevano a famiglie nobili del tempo.
 
Con la scoperta varesina si chiude il cerchio?
Sì, perché le cinque città sono legate l’una all’altra e ci permettono di ricostruire il percorso storico di Bembo attraverso la dinastia degli Sforza. Le tavelle, poi, non erano state archiviate e si deve anche alla dottoressa Isabella Marelli la lungimiranza di aver colto in queste opere – quasi abbandonate al Museo Pogliaghi – qualcosa di veramente straordinario.
 
Anche per il territorio varesino?
Si riporta in auge la necessità del Museo Pogliaghi: un gioiello che deve essere aperto nuovamente al pubblico perché è un patrimonio di tutti. Se da parte della comunità ci fosse la giusta attenzione, il territorio ne potrebbe guadagnare anche dal punto di vista turistico.
 
Opere di botteghe artigiane quelle di Bembo?
Bembo era a capo di una bottega “sapiente” nella quale i suoi fratelli e i “ragazzi-apprendisti” raggiungono livelli artistici elevatissimi. Un ottimo esempio di maturazione di quelle botteghe artigiane del Quattrocento nelle quali si applicavano materiali e tecniche preziose. A quell’epoca, le botteghe artigiane era tantissime e rappresentavano un punto di riferimento: il fatto che oggi stiano scomparendo, deve far riflettere.
 
Cosa consiglia a chi vorrebbe visitare la mostra?
Di seguire con attenzione ciò che si racconta nel dvd allegato al catalogo. Si sono raccolti tutti i dettagli delle scoperte avvenute in un anno di tempo. A noi forse servirà poco; ma tra cento o duecento anni gli studiosi e il pubblico si renderanno conto dello sforzo e dell’impegno messi in campo per rendere pubblica la bellezza di questi manufatti. Consiglio al pubblico di gustare le tavelle soffermandosi sui dettagli: il vero segreto è di concedersi il tempo necessario.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2012
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