Sinistra Ecologia e Libertà sulle scelte fatte sull’Imu

"Abbiamo scelto di non tagliare i servizi e anzi in alcuni casi di potenziarli. Ma non si deve dimenticare la responsabilità di chi ha governato nel passato"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Sinistra Ecologia e Libertà di Gallarate, sulla questione dell’applicazione dell’Imu in città

Lo dicevamo durante l’approvazione del bilancio di previsione, quando si decisero anche le aliquote IMU, che non era giusto.

Non era e non è giusto che a pagare il disastro economico sia chi quel disastro non l’ha provocato. Si dovrebbe far pagare solo chi i buchi li ha creati, chi ha sprecato soldi pubblici, non sempre in modo trasparente. I responsabili sono individuabili: a livello nazionale: Silvio Berlusconi e Umberto Bossi prima, Mario Monti, Fornero, Passera e le loro banche oggi.

Ma responsabilità sono anche a livello locale: Nicola Mucci con la sua giunta e maggioranza, impegnati a costruire grandi opere insostenibili; Nino Caianiello e la dirigenza di AMSC che esternalizzava lavori con affidamenti diretti a costi che potevano essere ben più convenienti, mentre offriva cene e sponsorizzazioni (in tre anni per 1 milione e 400mila euro).

Ma trovate le responsabilità, e volendo risanare la situazione non per una volontà ragionieristica di avere i conti a posto, ma per potere sostenere servizi sociali ed educativi, realizzare interventi di manutenzione in scuole, palestre, strade e marciapiedi, programmare opere piccole, ma utili (come la nuova biblioteca), abbiamo dovuto, sì dovuto, fare una scelta. Dopo avere eliminato le spese inutili, avere risparmiato ovunque, avere eliminato ogni spreco, abbiamo scelto di non tagliare i servizi e anzi in alcuni casi di potenziarli. Anche se continuano a essere insufficienti di fronte a un costante aumento delle richieste di aiuto.

Sapevamo che i cittadini si sarebbero lamentati. Non per il gusto a lagnarsi comunque, ma per una reale fatica a pagare l’IMU, in un momento di crisi che colpisce molti. Ma sapevamo anche che tagliare i servizi sociali avrebbe significato condannare alla povertà e all’esclusione sociale senza ritorno tante famiglie.

E allora abbiamo scelto di aumentare l’IMU, concedendo sconti solo agli anziani che vivono in una casa di riposo, per fabbricati rurali, per le ONLUSS.

Ora ci sono forze politiche che ci dicono che dovevamo fare diversamente. Qualcuno dice che andavano trovate altre soluzioni, ma non sa indicarle. L’alternativa era tagliare i servizi: così saremmo stati una maggioranza più di sinistra? Il PDL, che il bilancio l’ha letto, è stato chiaro: bisognava dare meno ai più poveri e abbassare l’IMU. Dare meno a più poveri significa non intervenire quando c’è uno sfratto, non aiutare economicamente l’anziano non più autosufficiente, togliere sgravi per le famiglie meno abbienti che utilizzano l’asilo nido o servizi per disabili.

In mezzo alla crisi, non intendiamo assuefarci al “si salvi chi può”. Perché saranno i soliti a salvarsi, quelli che la crisi l’hanno creata e ora pure la sfruttano. In mezzo alla crisi, abbiamo voluto rafforzare la solidarietà. Riuscendoci solo in parte. Questa è la vera critica da fare a questa maggioranza.

E, certo, se il governo Berlusconi prima e Monti con la sua “strana maggioranza” avesse osato introdurre una patrimoniale sui grandi attivi finanziari e cancellare l’acquisto degli F35 anziché tagliare oltre due milioni di euro di trasferimento dallo stato negli ultimi due anni, se la Regione Lombardia non avesse quasi azzerato il suo contributo agli enti locali (diminuendolo a Gallarate di circa 1,5 milioni in due anni) facendo più attenzione alla gestione delle spese sanitarie, a partire dal sistema Maugeri, e magari verificando con più oculatezza i rimborsi ai gruppi consiliari, se ciascuno si fosse pagato -com’è giusto- le proprie vacanze, le cartucce o le spese per il matrimonio della figlia, senza rubare soldi pubblici, probabilmente avremmo potuto tenere un’aliquota IMU più bassa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2012
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