Telecupole oscurata: “Noi vittime della Rai”

In una nota diffusa oggi la televisione critica duramente il provvedimento del Ministero che le ha ordinato di spegnere il segnale

La televisione privata Telecupole critica duramente l’ordine ricevuto dal Ministero dello sviluppo economico di spegnere il segnale che da giorni oscurava la visione delle reti Rai sul digitale terrestre in molte zone del nord Italia. «Nella giornata di ieri – si legge nella nota diffusa in giornata – funzionari tecnici dell’Ispettorato Piemonte, accompagnati da personale della Polizia Postale, dietro precise direttive della Direzione Generale di Roma del MSE hanno provveduto a disattivare una delle principali risorse dell’emittente Telecupole dal Monte Giarolo, il CH 23. Una risorsa che consentiva di trasmettere il proprio segnale nelle province di Biella, Asti, Alessandria, Novara e Vercelli. Anni di onorato servizio cancellati in pochi secondi per errori commessi dal Ministero». Telecupole ribadisce inoltre la sua buona fede: «È bene sottolineare che quella risorsa radioelettrica era stata pochi giorni prima regolarmente assegnata dalla Direzione Generale del MSE la quale, nonostante – precisa la tv di Cuneo – il personale tecnico della 2M di supporto alla nostra emittente avesse più volte fatto notare l’incompatibilità con le emissioni della RAI sempre sul CH 23 da altra postazione, ha lasciato inascoltati gli appelli di modifica del canale appena assegnato, imponendo l’attivazione di quella risorsa. Con un colpo di mano che può essere paragonato solo alle più vergognose dittature ed in totale spregio della normativa vigente, la Direzione Generale ha praticamente obbligato l’Ispettorato Territoriale ha compiere questo atto, date le pressioni politiche esercitate dalla RAI. Siamo stati accusati di interruzione di pubblico servizio, abbiamo ricevuto la visita degli ufficiali di polizia presso le nostre sedi con l’unica colpa di aver attivato una frequenza che ci è stata assegnata, grazie alla errata e sconsiderata pianificazione eseguita dall’Agcom, un’autorità garante che è in grado unicamente di garantire la sopravvivenza dei poteri forti, a tutto danno di chi da oltre 35 anni compie informazione locale. Come se non bastasse, noi abbiamo regolarmente presentato un progetto alla Direzione Generale perfettamente in grado di consentire l’eliminazione del reciproco problema interferenziale con la RAI e consentire a noi di continuare a trasmettere i nostri programmi di intrattenimento ed informazione. Nessuna risposta è pervenuta dagli uffici del Ministero a Roma, in cui i capo dipartimenti del MSE hanno invece deciso deliberatamente di oscurare i nostri segnali, commettendo un illecito senza precedenti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2012
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