Una tesi per costruire una rete ciclabile a Gallarate

Alice Frigerio studia architettura sostenibile: la sua tesi parte da una rilevazione sull'uso della due ruote e prova a immaginare una Gallarate a misura di due ruote

Una tesi di laurea per "ripensare" Gallarate come città per le due ruote, bike-friendly. È il lavoro di Alice Frigerio, che studia archiettura sostenibile al Politecnico di Milano. «Volevo fare una tesi su Gallarate, parlando con mia nonna, che è una ciclista sfegatata, mi è venuta l’idea delle piste ciclabili». Alice ha vissuto anche a Tolosa e in Danimarca e sa come l’uso della bici come mezzo per muoversi nelle città sia in crescita, «anche a Milano si fanno grandi investimenti in questo senso». La differenza, testimonia anche lei, è enorme: «In Danimarca usavo la bicicletta ogni giorno, ci sono piste ciclabili e servizi. A Gallarate non la uso, perché ho subito furti». Un problema, quello dei furti, che "pesa" molto, anche per colpa dell’arredo urbano non sempre adatto (rastrelliere che non consentono di legare i telai, ma solo le ruotee).
In ogni caso, il progetto di una rete ciclabile è una sfida interessante. Alice è partita da un questionario pubblicato qua e là sul web: «Il test è nato perché in Comune non c’erano studi sui flussi e sull’uso della bici in città. Serve per capire cosa serve e cosa no, perché sarebbe inutile spender soldi su cose che non sono prioritarie. Ho cercato persone che usano la bici o che vorrebbero usarla, grazie al web ho potuto raccogliere opinioni di tutte le fasce d’età, fino ai settantenni». Tra le idee, anche quella di una ciclofficina, magari connessa con un parcheggio custodito in zona stazione, molto "bersagliata" dai ladri. E per collegare il centro e le periferie, una rete di «percorsi alternativi alle strade principali trafficate, ma senza allungare troppo la strada ai ciclisti». Magari introducendo anche delle "zone 30", molto usate inEuropa, ora anche in Italia, ma ben poco a Gallarate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2012
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