Varese cambia pelle, e gli hotel chiudono

Ultimi giorni per Crystal e Acquario, chiusura già avvenuta per villa Porro Pirelli e villa Castiglioni a Induno: molti alberghi della città chiudono. Perchè? Il punto della situazione con il presidente di Federalberghi

Hotel CrystalIl Crystal, hotel quattro stelle in pieno centro di Varese della catena Best Western,
chiude a fine anno. A fine anno dovrebbe chiudere anche lo storico Hotel Acquario, in zona viale Borri. Al sacro Monte ha già chiuso i battenti"Il Gallo e La Stella" (il telefono non funziona più) mentre nella vicina Induno Olona non funzionano più sia il Villa Porro Pirelli (da marzo scorso: anche se sembra riaprirà, con una nuova gestione, nei primi mesi del 2013) che Villa Castiglioni.

Un bollettino di guerra per gli hotel varesini, che sciorina il presidente di Federalberghi Varese Guido Brovelli: «Sul capoluogo purtroppo l’avevamo previsto: da quando è stato realizzato l’Ata Hotel, che ha un grande numero di camere business, ci siamo resi conto che l’offerta avrebbe superato di molto la richiesta di camere sulla città. Ovvio, non è colpa dell’Ata: che fa il suo mestiere ed evidentemente lo fa bene. Ma la richiesta è quello che è, e la coperta è corta».

La "colpa" è di una trasformazione della tipologia di turisti che arrivano in città: «Varese ha sempre vissuto di business, di gente che veniva per affari, di congressi. Tutte cose che con la crisi si sono drasticamente ridotte». Ma se Varese non è più città di turismo d’affari, manca ancora una identità alternativa: «Gli hotel non si sono ancora convertiti ad uno spazio diverso: per esempio è nata l’idea dei bike hotel, che è molto promettente e apre uno spazio a tutte le possibilità di trasformare gli alberghi varesini in green hotel. Ma ci vuole del tempo, gli alberghi devono proprio cambiare pelle. Deve essere riposizionata l’offerta, anche nel senso di richieste economiche. E poi diventa necessario cambiare i servizi: i business hotel, per esempio, erano tutti senza ristorante, ma ora ci sono esigenze diverse» Il dispiacere è diffuso ma «Spiace soprattutto che alberghi, anche storici, chiudano: perchè quando chiudono, spesso non riaprono più: diventano appartamenti o che altro».

La situazione di Varese naturalmente, non è al livello di Malpensa: «Lì è davvero un "bollettino di guerra": sono state costruite decine di alberghi, che ora è quasi impossibile non solo riempire ma nemmeno occupare». Qualche lato positivo, in provincia però c’è «La zona del lago Maggiore regge: anche  qui per attirare il turismo ci vogliono offerte, e su quello si dovrebbe lavorare, però oggettivamente c’è un territorio e un’attrattiva maggiore, e il turista riesce comunque a cogliere i lati positivi del soggiorno».  Tra l’altro: «L’offerta alberghiera in quella zona è sottodimensionata: ci sarebbe ancora spazio per nuove strutture, il lago potrebbe accogliere di più. E invece le nuove costruzioni sono a Malpensa…» In realtà, delle previsioni di costruzione ci sono anche sul Maggiore: «Adesso stanno per aprire un albergo a Laveno, nella grande area costruttiva nella ex-Ceramica. Sono previste 60 nuove camere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 dicembre 2012
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