Vedani: “La riforma delle province sarebbe costata troppo”

Il senatore leghista soddisfatto del blocco: "Manca la volontà politica di attuare quel pasticcio creato dal Governo, ora anche il Pdl lo ha capito ma solo noi lo diciamo da sempre"

Alessandro Vedani, senatore leghista e presidente dell’Unione Provinciale Enti Locali di Varese è soddisfatto del blocco decretato alla riforma delle province e ripercorre gli errori che secondo la Lega sono stati fatti dal Governo di Mario Monti.

Senatore che cosa è successo alla riforma?

Mi sembra pacifico che sia mancata la volontà politica di completare la riforma per il semplice motivo che quella riforma era un pasticcio. Il pasticcio dei tecnici.

Per questo è stata affossata dagli emendamenti?

Non è che la presentazione degli emendamenti ha cambiato più di tanto. Semplicemente non ci sono le condizioni politiche per attuarla: la Lega si è sempre opposta a questa riforma e ora anche il pdl si è messo di traverso.

Ma che cosa è cambiato rispetto a quando la riforma era condivisa?

Che si sono accorti del pasticcio, cioè di quello che la Lega diceva da sempre. Gli accorpamenti e la ridefinizione delle competenze non davano risparmio ma solo un aggravio di costi. Hanno capito una cosa che il presidente Galli diceva già due anni fa: ad esempio, se i funzionari della provincia passano alle regioni questo equivale a pagare i dipendenti il 20% in più. Solo per citare un aspetto controverso di come è stata gestita la questione. La verità è che o si fa un analisi seria oppure si producono solo danni: se togliamo le funzioni alla provincia dobbiamo capire poi a chi vanno. Vanno alla Regione? bene, con quanti costi? come? Ormai era assodato che l’eliminazione delle province avrebbe provocato maggiori costi.

Questa è la valutazione che adesso condivide anche il Popolo delle Libertà?

Il pasticcio ormai era di dimensioni colossali, tuttavia è stato difeso fino all’inverosimile.
Il problema di fondo è che nessuno ha messo la testa sulla reale struttura, sui risparmi e sui costi. Si è fatta solo una campagna demagogica. La cosa ridicola è che adesso alcune nel pdl si assumono la paternità di questa nuova campagna a difesa delle province. Parlo dei senatori che adesso presentano emendamenti a salvaguardia della provincia, di coloro che stappano lo champagne ora che siamo arrivati alla salvezza e che ieri votavano il decreto Salva Italia del Governo.

Rimangono però delle questioni aperte, soprattutto sulle competenze, alle quali bisogna riparare urgentemente

Per questo nella giornata di domani faremo degli emendamenti presentati da tutti che serviranno a proroghiamo i termini del decreto Salva Italia, che li fissava al 31/12 di quest’anno e cercheranno di porre rimedio al caos fatto sulle province già commissariate che non sono andate a elezioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2012
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