“L’ultimo atto di Malpensa2000, un progetto costato 5 miliardi di euro”

La riflessione critica sul "terzo satellite" di Jimmy Pasin, coordinatore del Pd sul tema aeroporto: "Un piano invecchiato, per un aeroporto che non è cresciuto"

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Jimmy Pasin, Coordinatore MalpensaForum del PD della Provincia di Varese, sulle nuove infrastrutture attivate a Malpensa

Oggi viene inaugurato, all’aeroporto di Malpensa, in “terzo terzo”, o meglio il terzo satellite del Terminal 1 così come previsto dal progetto “Malpensa 2000”, approvato ormai più di 15 anni fa anche attraverso una VIA “postuma”, cioè rilasciata dopo l’apertura di “Malpensa 2000”.

In questi stessi giorni, tutti parlano della crisi del settore del trasporto aereo che ha inciso notevolmente, negli ultimi anni, sulle potenzialità di tutto il sistema aeroportuale: Malpensa ne è una “punta” negativa, trascinando con sé e/o lasciandosi trascinare dalle cattive scelte della “politica” su Alitalia (che a tutt’oggi continuiamo a pagare).

Diversi sono gli elementi di riflessione in questa giornata:

Mentre, dopo 15 anni (15!), si completa uno degli elementi fondamentali del progetto “Malpensa 2000”, le mitigazioni e compensazioni ambientali che si rendevano obbligatorie con il rilascio della VIA nel 1999 (attraverso il decreto D’Alema), sono ancora ben al di là dal concludersi, prima fra tutte il processo di delocalizzazione delle aree coinvolte e la loro trasformazione urbanistica.
Il progetto “Malpensa 2000”, riavviato nel 1994, ed in particolare il progetto del Terminal 1, risale ai primi anni ’70 (gli studi addirittura alla fine degli anni ’60): così, ancora oggi, noi inauguriamo un’opera già vecchia di almeno 40 anni. In nessuna parte del mondo esiste un aeroporto così nuovo e contemporaneamente così vecchio: da almeno 30 anni le aerostazioni non vengono più realizzate con il sistema “Malpensa 2000”, cioè a “satellite collegato”; i più recenti aeroporti, adottano il sistema “in linea”, più confacente ai volumi e alle modalità di trasporto dei nostri tempi.
Sulla base di quanto detto nel punto precedente, non posso che dolermi dello spreco di energie e di soldi (che seppure “anticipati” da SEA, vengono poi pagati da tutti noi attraverso l’aumento delle tariffe recentemente approvato), e pensare che meglio sarebbe stato ripensare all’investimento per un nuovo satellite “staccato”, magari tra le due piste esistenti, come progettato nel “Master Plan” attualmente oggetto di Valutazione Ambientale. La crisi del numero dei passeggeri (nel 2012 ancora in calo), che porta Malpensa ad una media di circa 18 milioni di passeggeri, avrebbe potuto spingere a sospendere questa inutile spesa magari spostandola sulle compensazioni o mitigazioni ambientali ancora non realizzate. Del resto, pur senza questo satellite, Malpensa aveva raggiunto nel 2007, 24 milioni di passeggeri (potendo anche superarli, secondo gli studi SEA, arrivando quasi a 30), avendo quindi un potenziale per una crescita, nei prossimi anni, pari ad oltre il 50%.
Infine una riflessione sui tempi di gestione di un progetto che riguarda anche le ipotesi previste dal Master Plan: ancora oggi si dice che i tempi, per un aeroporto, devono essere necessariamente lunghi (fino al 2030), commettendo ancora lo stesso errore, cioè programmare, con le caratteristiche che oggi riteniamo coerenti al contesto sociale, economico, strutturale e funzionale, ma che fra 20 anni potrebbero essere del tutto cambiati. Io cercherei invece di capire quali leve possono essere mosse per accelerare i tempi decisionali, una volta accertata la necessità di un progetto, per realizzarlo al più presto. Solo così non avremmo mai più un progetto così poco funzionale come è successo per il Terminal 1, completato più di 40 anni dopo la sua concezione.

L’inaugurazione di oggi è quindi la chiusura del cantiere “Malpensa 2000”, progetto che è costato a questo Paese, comprendendo le opere di collegamento infrastrutturale e le spese per le Mitigazioni e compensazioni fin qui effettuate, circa 5 miliardi di euro: spesi per portare un aeroporto ormai vecchio, da 12 a 18 milioni di passeggeri. In sostanza, se ci trovassimo in regime “privato”, un fallimento!

Possiamo sperare, in futuro, in un atteggiamento più “ragionevole” da parte del gestore aeroportuale?
JIMMY PASIN
Capogruppo PD del Comune di Somma Lombardo
Coordinatore MalpensaForum del PD della Provincia di Varese
Candidato PD della Provincia di Varese alle Regionali 2013

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2013
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