La passione degli spotter fa bene agli aeroporti

Sono centinaia e con le loro macchine fotografiche, teleobiettivi e un amore sconfinato vanno a caccia di aerei negli scali di tutto il mondo, senza problemi. Invece in Italia l'Enac gli ha vietato l'accesso

Macchine fotografiche, teleobiettivi e una grande dose di passione: è il "mestiere" degli spotter, gli appassionati d’aviazione che vanno a caccia di aerei negli aeroporti del mondo. È una delle tante passioni possibili, che dalle parti di Malpensa conoscono bene: facile per chi abita in zona intercettare drappelli di fotografi accostati alla rete metallica dell’aeroporto, al curvone della strada sotto la chiesetta di Santa Maria, a Ferno. «Noi abbiamo mille iscritti e 25mila contatti al mese sul sito» dice Roger Zanesco, presidente dell’associazione AeroportiLombardi, comunità reale e virtuale che discute e analizza soprattutto la realtà dello scalo nella brughiera. La passione degli spotter trova la sua espressione più compiuta nella fotografia, per ritrarre l’evoluzione della flotta delle diverse compagnie, i voli particolari, le livree ordinarie e quelle pensate per eventi particolari. «Dietro ogni livrea, più o meno bella, c’è l’interesse di una nazione di portare all’Estero la propria cultura» spiega Giorgio De Salve Ria, dell’Associazione Clipper, l’associazione d’appassionati d’aviazione che negli ultimi anni ha organizzato moltissime attività ufficiali a Malpensa, comprese le visite fotografiche sui piazzali.

Di associazioni ce ne sono molte, in Italia, specie al Nord. Difficile fare il conto di quante persone coinvolga la passione per la fotografia aeronautica, anche perchè per fare foto (dall’esterno dell’aeroporto) non serve per forza l’iscrizione. Quanto alle foto dentro allo scalo, fino a pochi mesi fa – prima dello stop decretato dall’Enac alle foto e alle visite in aeroporto – coinvolgevano molte persone, anche a Malpensa, grazie alla "mediazione" dell’associazione Clipper: «Abbiamo 120-130 associati all’anno e ogni anno viviamo un rinnovo degli associati, perché le persone s’iscrivono per poter visitare l’aeroporto» dice ancora De Salve Ria. «Abbiamo associati dalla Germania, dal Regno Unito, ma anche dal Giappone e dagli Stati Uniti». È dal lontano 1999 che l’Associazione Clipper ha iniziato a organizzare tour e visite guidate all’interno dello scalo, incontri che nel tempo hanno visto un interesse e una partecipazione crescente culminati nei famosi Clipper International day che hanno ospitato sempre decine di appassionati spotters che arrivavano da tutto il mondo. Un’attività che ha portato l’Italia un po’ più vicina alla realtà degli altri Paesi d’Europa, dove la passione per l’aviazione – specie nel Nord Europa – è "coccolata" dalle stesse società aeroportuali: a Francoforte (foto a sinistra) esistono una decina di programmi diversi di visita dell’aeroporto, disponibili ogni giorno; a Zurigo lo scalo principale della Svizzera si è dotato di nuove terrazze, con tanto di "binocoli" tecnologici che forniscono informazioni ai visitatori che scrutano le piste. E sempre a Zurigo anche le reti di recinzione sono state adattate con apposite "finestre" per inserire gli obiettivi delle macchine fotografiche.

E in Italia? Il percorso per valorizzare la passione degli "spotter" si è arenato bruscamente nel maggio scorso: l’Enac ha varato il nuovo "Piano Nazionale della Sicurezza" negli aeroporti, con divieto d’accesso per i fotografi e anche per gli studenti, che non rientrano nelle categorie che vengono minuziosamente indicate. Fine di una passione, almeno per ora. «Noi avevamo un vasto programma di visite già prenotate, anche dall’estero» dice ancora De Salve Ria. È anche la fine di un indotto economico, seppure di nicchia, con un suo indotto anche locale: «Abbiamo portato visitatori in diverse occasioni. Solo all’Holiday Inn di Case Nuove, dove abbiamo una convenzione, nel 2010 in due giornate abbiamo portato 3500 euro di incassi, nel 2011 9200 euro, nel 2012 per le sole due giornate di maggio che siamo riusciti a fare ne abbiamo portati 5785 euro». Solo nella restante parte dell’anno sono saltate altre quattro giornate di visita per gli spotter. «E questo solo per quanto riguarda gli alberghi, a cui bisogna aggiungere i ristoranti, il noleggio di auto e furgoni per il trasporto, gli stessi voli con cui arrivano i partecipanti».

Gli spotter comunque non si danno per vinti, anzi: «Quello di Enac è un atto di irresponsabilità e di arroganza – dice ancora De Salve Ria. «Siamo pronti ad andare a Roma a manifestare e credo che in tutta Italia ci siano oltre 10mila persone interessate». Intanto, Clipper ha raccolto intorno a sé anche altri 11 tra associazioni e gruppi, che vogliono far sentire la loro voce contro il provvedimento Enac, che recepisce, interpretandola, una norma europea, la direttiva comunitaria sulla sicurezza (Regolamento UE 185/2010) . «Ma nel resto d’Europa le attività dei fotografi negli aeroporti prosegue come prima ed è valorizzata», dicono ancora gli appassionati.

Gli "spotter" fanno sentire la loro voce perché sono convinti non solo di coltivare una passione personale, ma anche di contribuire al bene della collettività. «Collaboriamo con gli istituti aeronautici della zona, abbiamo portato centinaia di studenti in visita. Facciamo cultura, valorizziamo la tecnologia» dicono. Ogni anno organizzano la commemorazione delle vittime dell11 settembre, a volte hanno fatto sentire la loro solidarietà al personale delle compagnie (per esempio per Livingston). «E siamo anche difensori degli aeroporti, anche fuori delle reti aeroportuali: indirettamente facciamo anche sicurezza aeroportuale, sicurezza partecipata. È mai possibile che Enac non sia a conoscenza di una comunità di persone che amano l’aeroporto, che è pronta a dare sostegno all’aeroporto?».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2013
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