La primavera della letteratura infantile, in una associazione

la scrittrice per l'infanzia Anna Lavatelli annuncia con un intervista l'ICWA, la prima associazione degli autori italiani per l'infanzia e l'adolescenza, che viene presentata a Bologna durante la fiera del libro per i Ragazzi

anna lavatelliC’è aria di primavera nel panorama letterario italiano.
In occasione della 50esima edizione della Fiera del Libro per i Ragazzi di Bologna, che si svolge dal 25 al 28 marzo, verrà infatti presentata l’ICWA – Italian Children’s Writers Association – la prima associazione per la promozione in Italia e nel mondo della letteratura junior e degli autori italiani per l’infanzia e l’adolescenza. Una svolta epocale a proposito della quale abbiamo posto alcuni quesiti Anna Lavatelli, piemontese di Cameri, scrittrice per l’infanzia (ha vinto il premio Andersen nel 2005) e portavoce dell’associazione. 

Mercoledì 27 marzo alle 11.30, presso la Sala Ronda di BolognaFiere, ci sarà la presentazione ufficiale dell’ICWA. Ce ne vuoi parlare in qualità di responsabile dell’ufficio stampa ma soprattutto come parte in causa?
Io ho curato e continuerò a curare i contatti con la stampa insieme a Daniela Palumbo. La presentazione dell’Italian Children’s Writers Association sarà curata dalla nostra presidente Manuela Salvi e da Chiara Lossani, Guido Quarzo e Anna Vivarelli, che si occupano dei rapporti con scuole e biblioteche.

Ci vuoi raccontare quando, come e perché nasce l’ICWA? 
Il primo incontro è avvenuto a settembre durante il Festival di Letteratura di Mantova, in forma ufficiosa. Qui abbiamo discusso le finalità dell’associazione, definito i criteri associativi, indicato le priorità da perseguire e individuato i gruppi di lavoro da costituire. Le decisioni successive sono poi state prese collettivamente via mail, ovviamente a maggioranza. L’ultimo atto è stato la registrazione dell’ICWA, a novembre. Il promotore è il nostro attuale presidente, Manuela Salvi. Fin da subito hanno aderito un folto gruppo di scrittori: farne l’elenco sarebbe troppo lungo. Al presente siamo 56. Credo importi sottolineare che all’ICWA partecipano autori con percorsi molto differenti tra loro, esordienti o già molto noti, ma non illustratori, che già sono uniti in altre associazioni.

C’è un modello straniero al quale vi siete ispirati?
Esistono associazioni simili in Francia e in Inghilterra, quindi l’atto costitutivo ha tenuto conto anche di questi esempi.

Quali sono gli obiettivi che si propone?  Si può considerare una sorta di sindacato degli scrittori italiani dell’infanzia?
L’ICWA non è un sindacato. La nostra intenzione è di promuovere la letteratura infantile collaborando con editori, bibliotecari e insegnanti. La letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, e di rimando i suoi autori, sono considerati tuttora un gradino più in basso degli altri generi letterari, al punto di essere ‘invisibili’ anche per giornali e televisioni. Noi ci adopereremo per mostrarne tutta la bellezza letteraria nonché il ruolo insostituibile che svolge nella formazione di nuovi lettori.

A livello internazionale, la letteratura italiana per l’infanzia e l’adolescenza gode di largo credito? 
Negli ultimi anni i dati statistici delle vendite librarie ci dicono che il mercato estero guarda con interesse la nostra letteratura infantile. L’ICWA si propone di presentarla ai mercati anglosassoni che rimangono ancora difficili da penetrare.

Nel concreto, attraverso quali canali ed iniziative l’ICWA intende promuovere in Italia la diffusione degli juvenilia?
L’idea è di progettare attività a ‘favore di libro’ per spingere scuole e famiglie italiane ad essere sempre più sensibili alla promozione della lettura libera. Per l’estero stiamo invece pensando a forme di presentazione dei nostri autori e dei nostri libri in lingua inglese. Il primo ‘biglietto di presentazione’ farà la sua comparsa a Bologna.

A fronte dell’ostracismo di giornali e televisione, oggi il web rappresenta un veicolo privilegiato per la diffusione dell’argomento letterario; in particolare la letteratura per l’infanzia è un tema particolarmente frequentato da blog, gruppi di Facebook e portali soprattutto dedicati al mondo femminile. In questo contesto, fortunatamente, le recensioni, le promozioni di volumi per bambini e ragazzi, le interviste agli autori, anche le opinioni dei lettori fioccano.
Che ruolo ha, o potrebbe, avere internet, secondo te, nel migliorare la fruizione degli juvenilia e soprattutto su quale tipo di utenza potrebbe veramente avere presa?
Noi vediamo con favore il web con le sue risorse. Abbiamo aperto un sito, lanceremo degli e-book e dialogheremo con i portali e blog che si occupano di letteratura per ragazzi. Una associazione che guarda al futuro non può non essere attratta da queste nuove forme di comunicazione.
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 marzo 2013
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