A lezione di Storia con Franca Rame

Enzo R. Laforgia e gli studenti della classe 3 G del Liceo classico «E. Cairoli» sono andati a scovare alcuni documenti dell'anno scolastico 1944/1945 riguardanti la studentessa figlia di Domenico il filodrammatico

L’anno scolastico 1944/1945 non fu un anno scolastico come tutti gli altri. Nell’aprile del 1944 Varese aveva conosciuto sulla propria pelle l’impatto distruttivo della guerra portata dal cielo. Aveva ragione, quindi, Alfonso Lanza, preside del Regio liceo ginnasio cittadino, nel corso del Collegio dei professori del 6 novembre 1944, a richiamare l’attenzione degli insegnanti sulla «questione “allarmi”», come pure sulla presenza dei molti alunni «sfollati» nel nostro territorio a seguito dei bombardamenti su Milano. E poiché il clima politico e culturale non era cambiato, ricordava nella stessa occasione che «le insegnanti sono invitate a indossare, durante le lezioni e se ne hanno possibilità, il grembiule nero» e che bisognava svolgere «una vigilanza discreta ma severa sulle vesti e sul trucco delle alunne». Ma negli ultimi mesi di guerra, quando più vicina e drammatica si faceva la fine dei fascismi in Italia e in Germania, fare scuola doveva risultare particolarmente difficile. È ancora il preside del liceo classico di Varese a sottolineare, nel Collegio dei professori del 24 febbraio 1945, come la «disciplina» fosse troppo facilmente trasgredita «sia negli orari sia nel comportamento degli allievi».

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E infatti, sfogliando il «Registro delle punizioni» del Liceo «Cairoli» di Varese per quello stesso periodo, ci si imbatte nelle severissime misure assunte dalla scuola nei confronti di comportamenti che oggi, probabilmente, sarebbero tollerati o al massimo stigmatizzati con una leggera increspatura del sopracciglio. Tre giorni di sospensione, per esempio, furono inflitti ad un allievo che il 29 aprile del 1944 «disturbava in rango al momento della partenza per la conferenza sul mutilato». Qualche giorno prima, invece, il 31 marzo, una studentessa della prima classe del ginnasio era stata punita con ben cinque giorni di sospensione perché «si rifiutava di fare il saluto romano».
Tra le punizioni, invece, dell’anno scolastico 1944/1945 spicca (ed emoziona rileggerlo oggi) il nome della studentessa Franca Rame. Il 13 aprile del 1945 (ma come doveva essere stare a scuola e tra i banchi a pochi giorni dalla Liberazione? come doveva svolgersi la normale quotidianità in un contesto storico eccezionale?) Franca Rame, frequentante la classe 1a della sezione D del liceo varesino, fu sospesa per un giorno, perché «si è arbitrariamente allontanata dalla scuola durante la lezione di matematica».
L’attrice e donna straordinaria scomparsa ieri, era nata a Parabiago «per caso», come raccontò nel 2004 al «Corriere della Sera»: «La mia famiglia quel giorno si trovava lì per uno spettacolo». I Rame, a Varese, disponevano di una sorta di «teatro viaggiante» ed ogni mattina partivano da cittadina delle Prealpi per recitare nelle piazze dei paesi: «Si montava il palcoscenico in legno. Le quinte erano due rotoli che stendevamo noi, opera di Lualdi, pittore che aveva lavorato per la Scala». Della compagnia facevano parte il padre Domenico, la madre Emilia, gli zii e le zie.
Partendo dalla lettura di questa «punizione», ci siamo spinti nella consultazione del «Registro generale» del liceo. Franca Rame, di Domenico, di professione «filodrammatico», e di Baldini Emilia, era nata il 18 luglio del 1929 e risiedeva in Varese in via Walder al civico 46. Nel primo trimestre di quell’anno scolastico risultò «non classificata» in Religione, Matematica ed Educazione fisica; riportò il voto del cinque in Lettere italiane, latine e greche e in Storia; l’unica sufficienza fu in Lingua straniera. Alla fine, portò al sei tutte le materie (buono in Religione) ad eccezione di Matematica e Lettere latine, per le quali, con un quattro, dovette sostenere gli esami di riparazione. Fu promossa a settembre, come risulta dal verbale degli scrutini, alla seconda classe del liceo: «Alle ore 10 del giorno 27 settembre 1945, nella Sala dell’Archivio, sotto la Presidenza del Prof. Felice Bolgeri, si riuniscono le Commissioni esaminatrici degli esami di promozione e idoneità alla classe II liceo, per procedere allo scrutinio dei candidati. […] L’alunna Rame Franca è promossa, per voto di consiglio, in matematica».

Alle ore 10 del giorno 27 settembre 1945, l’Italia e il mondo erano usciti dalla guerra e si affacciavano ad un’altra vita.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2013
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