Achille, Bebe e Dino: la Cimberio si avvicina a gara 4

La caviglia di Polonara non preoccupa: il lungo sarà in campo. La squadra ha accolto Bebe Vio, eroina dello sport paralimpico. La storia del ristoratore veneziano che ha scommesso sul suo amico Frank

Dal nostro inviato a Venezia – Nel sandwich delle due partite al “Taliercio” c’è un mercoledì da passare per la Cimberio, che grazie alla strepitosa vittoria in gara3 si è portata sul 3-0 contro la Reyer. L’attesa principale era quella che riguardava Achille Polonara, uscito di scena nel corso del terzo periodo dopo uno scontro di gioco per un problema alla caviglia già infortunata contro Milano. Già a fine partita Vitucci aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai tifosi spiegando come l’ala fosse già pronta a rientrare ma la conferma delle sue condizioni è arrivata sul campo. Polonara infatti ha regolarmente disputato l’allenamento sul parquet di Mestre (dalle 18 in avanti) e giovedì sera sarà a disposizione dello staff tecnico. Giornata, per il resto, di riposo per i tredici biancorossi, apparsi sereni ma concentrati per disputare il primo match-ball per la qualificazione alle semifinali.

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La Cimberio con Bebe Vio 4 di 8

IL SORRISO DI BEBE – L’allenamento al Taliercio ha vissuto una gradita interruzione durante gli esercizi iniziali di tiro. Al palazzetto è infatti arrivata Bebe Vio, la 16enne trevigiana che alcuni anni fa rimase vittima di una tremenda meningite che le è costata l’amputazione di braccia e gambe. Bebe però è diventata un simbolo di coraggio e impegno anche attraverso la sua associazione (Art4Sport): ha proseguito a praticare la scherma grazie a protesi speciali ed è diventata una fantastica testimonial dello sport disabile, divenendo anche commentatrice per Sky durante le ultime Paralimpiadi di Londra. A orchestrare l’incontro con Ere e compagni il giornalista varesino Roberto Bof, una delle anime della Onlus Sestero. E per una volta anche coach Vitucci ha concesso volentieri uno strappo alla regola, interrompendo la seduta per dieci minuti e regalando a Bebe un applauso corale.

LA SCOMMESSA DI DINO – A proposito di Vitucci, c’è una persona (oltre a lui e ai suoi familiari) che a Venezia trepida per le sorti del tecnico e della sua squadra. Dino è ristoratore, ex pivot, interista all’inverosimile ma soprattutto amico fraterno e di vecchia data con il coach della Cimberio. La sua osteria “Do Farai” nel sestiero di Dorsoduro è uno dei rifugi della famiglia Vitucci ma anche del “mago” Andrea Bargnani (che ha spedito qui i suoi ristoratori prediletti di Toronto, per imparare l’arte della preparazione del carpaccio di polpo e dell’uso culinario del nero di seppia), di Gino Strada e di Massimo Moratti. Impagabile uno stop per il pranzo, con ampie garanzie date da Vitucci stesso. Un mix tra pesce freschissimo (filettato e preparato al tavolo dal fenomenale Stefano) e aneddoti nati sotto i canestri veneziani: il rito della Morositas prepartita lanciata da Dino a Frank per tutto il campionato vinto dalla Reyer nel ’96, ma anche le due schedine giocate dal ristoratore lagunare la scorsa estate. Allora le agenzie di betting quotavano a 100 la vittoria dello scudetto da parte della Cimberio: «Magari qualcuno a Varese ha scommesso; a Venezia di sicuro sono stato l’unico». Dino a Masnago è stato una sola volta al seguito della Reyer di Dalipagic ma ha promesso di tornare quando consegneranno a Vitucci la targa di miglior allenatore dell’anno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2013
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