Alla scoperta di cervi e caprioli

L’ormai certo ritorno di ungulati nel Parco Pineta sarà verificato grazie ad un censimento in collaborazione con l’università dell’Insubria e il supporto delle Guardie Ecologiche Volontarie

Alla sede del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate sono giunte numerose segnalazioni sulla presenza di cervi e caprioli dando conferma di quanto osservato dal Gruppo Fauna delle Guardie Ecologiche Volontarie dell’Area Protetta. Grazie alla collaborazione dell’Università Degli Studi dell’Insubria ed il supporto delle Guardie Ecologiche Volontarie, gli ungulati dell’Area Protetta saranno a breve oggetto di un monitoraggio estensivo e per aree campione

Ma veramente ci sono i Cervi nella Pineta?”… è questo il commento più frequente postato dai fan della pagina Facebook del Parco.
«Si, è ormai un dato di fatto – rispondono dall’ente -, come si vede anche dalle immagini catturate dalle fototrappole collocate in alcuni punti strategici; queste apparecchiature sono costituite da fotocamere digitali dotate di un dispositivo a rilevazione infrarossa in grado di individuare il passaggio dell’animale ed inviare il segnale alla macchina digitale che scatta automaticamente la foto. La natura sta riannodando alcuni dei fili ecologici che sono tipici degli ecosistemi del nostro territorio; la presenza di aree tutelate come i Parchi, permette infatti l’arrivo di specie animali preziose proprio come cervi e caprioli. Tali presenze sono frutto di colonizzazioni spontanee e non di progetti di reintroduzione; gli esemplari osservati sono appunto soprattutto giovani maschi o subadulti, più soggetti ai fenomeni di dispersione. Oltre alle espansioni naturali che sottolineano certamente eventi favorevoli, vi sono purtroppo immissioni artificiali di altre specie che invece nei nostri territori non dovrebbero essere presenti, come i daini».

 

L’intervento del Parco è già iniziato da alcuni anni: viste le crescenti segnalazioni, l’Area Protetta ha collocato catarifrangenti lungo le strade principali, ideati per spaventare gli animali ed evitare il rischioso attraversamento nelle ore notturne, ovvio rimane l’invito a prestare particolare attenzione, moderando la velocità sulle strade che attraversano l’area boscata. «Un grosso passo avanti verrà compiuto a breve con la messa in atto di un monitoraggio che avrà come oggetto proprio i nuovi arrivati. Grazie al coordinamento scientifico dell’Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali (UAGRA), Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, due stagiste del Corso di Laurea in Analisi e Gestione delle Risorse Naturali condurranno in prima persona le attività di monitoraggio, supportate dalle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Pineta, esperte conoscitrici del territorio. Gli ungulati selvatici presenti non sono mai stati oggetto di uno studio specifico; di conseguenza, le conoscenze sul popolamento, sia in termini di presenza e distribuzione, sia in termini di abbondanza, risultano scarse. L’attività di monitoraggio si prefigge proprio lo scopo di descrivere quali-quantitativamente le presenze di cervo e capriolo e verificare l’eventuale presenza di Cinghiali».

 

«Il fenomeno che stiamo osservando suggella la validità delle azioni di tutela condotte dal Parco – dichiara Mario Clerici, Presidente del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate – La Natura ha sempre dimostrato di essere in grado di riprendersi i propri spazi, inseguendo il raggiungimento di quell’equilibrio messo a repentaglio dalle azioni errate dell’uomo. In ogni decisione, operazione ed intervento dobbiamo sempre ricordarci di ciò che ha detto un grande divulgatore come S.J.Gould… “perché è sempre più evidente che è la specie umana che ha bisogno della natura e non viceversa”».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2013
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