Bilancio e Pgt, Sel “avverte” gli alleati

Partendo dalla situazione nazionale e dalla spaccatura nel centrosinistra, Cinzia Colombo chiede scelte nette sul futuro Pgt e una discontuinità sul bilancio. "Non potrà mai più esserci un bilancio così"

Cambiano le prospettive del centrosinistra a livello nazionale e qualche frizione arriva anche sul livello locale. Nei giorni in cui si avvia a Roma l’esperienza del governo di larghe intese, Sinistra Ecologia e Libertà a Gallarate fa sentire la sua voce su due temi, più o meno collegati anche alle scelte nazionali che hanno visto i vendoliani separarsi dal Pd. I due temi – bilancio e uso del territorio, a cui viene collegata anche l’idea di partecipazione – sono introdotti da Cinzia Colombo, che è assessora in Comune a Gallarate ed è anche referente di Sel.

Primo tema proposto, il bilancio, con un richiamo alla sostenibilità sociale e non solo a quella economica. «Abbiamo già condiviso nel 2012 un bilancio che ha colpito i cittadini» dice Colombo. «Un po’ a causa dei tagli imposti dai governi Berlusconi e Monti, un po’ per la drammatica situazione lasciataci dai predecessori. Abbiamo tagliato tutti gli sprechi. Abbiamo cercato di salvaguardare i cittadini più in difficoltà. Ma certamente abbiamo tagliato anche il necessario e imposto sacrifici per sistemare dei conti impazziti. L’abbiamo fatto per ridare una possibilità a Gallarate. Ora quella possibilità deve essere concretizzata. Non potrà esserci un altro bilancio così. Anche dovessimo disubbidire alle norme imposte dal nuovo governissimo. Non per il gusto di disobbedire, ma per la necessità di disobbedire. Per mettere al centro prima dei conti, prima del patto di stabilità, il rispetto della persona, come scritto nel programma. La persona, coi propri bisogni, i propri diritti, le proprie legittime speranze».

Tra i temi messi sotto la lente, forse quello più rilevante nelle scelte è però il Piano di Governo del Territorio, con la procedura di Variante al Pgt approvato dal centrodestra e a cui il centrosinistra si oppose. «Due dovranno essere i principi guida, come in parte, ma solo in parte, già abbiamo iniziato a fare: la salvaguardia del territorio che ha subito negli anni passati un’eccessiva cementificazione e un percorso partecipativo trasparente, ampio e reale. Così si esprimeva qualche mese fa l’ex assessore all’urbanistica Angelo Senaldi, ora in Parlamento: “È emblematica la fotografia che fa Legambiente: dice che il territorio è arrivato a un livello di saturazione che, se superata, porterebbe rischi alla salute e alla qualità della vita. Le città devono difendere aree verdi e recuperare le aree già costruite: ogni volta che si recupera con nuovi edifici aree già utilizzate, si deve riportare a verde altre aree dismesse”. Ripartiamo da qui, se non erano vane parole da campagna elettorale. Per affermare la necessità di tutelare innanzitutto l’area verde, l’ultima grande area verde, intorno alla SS336. Tutelare, sul serio. E per limitare tutte quelle aperture, ampliamenti, accorpamenti di centri commerciali, di medie e grandi strutture di vendita che il PGT in vigore permette». Un richiamo che sembra uscire anche nei giorni in cui all’assessorato all’urbanistica s’insedia Giovanni Pignataro, ex segretario del Partito Democratico che prende il posto di Senaldi e ha confermato l’intenzione di varare (con l’adozione) il Pgt in tempi non lunghi (l’ipotesi iniziale era entro fine anno).

A questo tema – l’uso del territorio – è anche collegato quello della partecipazione: «Noi – dice ancora l’esponente di Sel – non nascondiamo che le parole di Senaldi sono anche le nostre parole. E che noi non vogliamo restino solo belle parole. Negli incontri fatti, i cittadini e le cittadine nella stragrande maggioranza ci hanno chiesto una città più vivibile, meno cementificata, con più mobilità sostenibile, più spazi sociali. Certo non rappresentano la totalità degli abitanti. Ma questo non diventi una scusa per non accogliere le proposte. Altrimenti non pratichiamola neanche la partecipazione. Se deve essere di facciata, e vale anche per il centrosinistra, lasciamo stare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 maggio 2013
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