Cassa straordinaria per “i soliti 8″, protesta alla Metalluminio

L'ammortizzatore per legge dovrebbe essere a rotazione ma, dicono i lavoratori, «sono sempre i soliti a restare a casa». La Fiom Cgil considera illegittima la richiesta dell'azienda

Alla Metalluminio, azienda di Cardano al Campo, otto lavoratori protestano perché si sentono discriminati. In cassa integrazione straordinaria a zero ore da tre mesi, si chiedono quali siano i criteri adottati dall’azienda per scegliere a chi applicare l’ammortizzatore sociale. Secondo le norme vigenti, infatti, dovrebbe essere applicato a rotazione per i lavoratori che svolgono le stesse mansioni, ma a detta degli interessati, sarebbero sempre i soliti a restare a casa.

(foto, da sinistra: Domenico Lumastro e Nino Cartosio della Fiom Cgil)
Quando nel mese di febbraio la direzione della Metalluminio ha comunicato a otto dei circa quaranta dipendenti la sospensione dal lavoro e la messa in cassa integrazione straordinaria, nelle lettere inviate ai singoli dipendenti non avrebbe inserito le argomentazioni che possano ricondurre ai criteri adottati nella scelta. «È inaccettabile – spiega Domenico Lumastro della Fiom Cgil – scaricare sui dipendenti i costi del risanamento dell’impresa e del buco di bilancio sul quale bisogna accertare ogni eventuale responsabilità. I lavoratori sono preoccupati per il futuro dello stabilimento e per le prospettive occupazionali, ma è grave che il management aziendale, dopo aver prodotto cattivi risultati e non essere stato in grado di risanare prima e rilanciare poi la Metalluminio, sia giudice del destino dei lavoratori. Noi contestiamo sia l’aspetto economico, il taglio del salario incide in modo consistente sul reddito delle loro famiglie, sia il fatto che c’è un danno della professionalità».

I lavoratori non solo si oppongono alla cassa integrazione nelle modalità in cui è stata individuata, ovvero a zero ore in modo continuativo e discriminatorio, ma chiederanno il risarcimento del danno subìto, opponendosi o a qualsiasi azione di licenziamento.  «Non vogliamo una guerra tra poveri, vogliamo solo lavorare, ma così ci sentiamo discriminati» precisano i presunti discriminati.
«La Fiom-Cgil – conclude Lumastro – chiede alla proprietà della Metallumio, ai responsabili della procedura concorsuale, a chi è interessato a subentrare, di riaprire un tavolo di confronto per valutare la situazione e trovare le giuste soluzioni senza che vi siano discriminazioni. Se così non sarà noi continueremo a sostenere le ragioni dei lavoratori sospesi e lo faremo con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per considerare illegittima la collocazione in cassa integrazione senza rotazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2013
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