Corti ci crede: “Crotone e Brescia, scriviamo il nostro futuro”

Il veterano parla del momento del Varese, del cambio di allenatore e del suo nuovo ruolo: «Giocare in difesa mi piace, ma spero di tornare a fare il mediano»

Questo è ormai il terzo anno in cui l’anima del Varese veste la maglia numero otto. Corsa, senso tattico e aggressività sono le doti maggiori di Daniele Corti: arrivato ai piedi del Sacro Monte fortemente voluto da Giuseppe Sannino, ha dimostrato che il tecnico di Ottaviano non si sbagliava sul suo conto. Con il tempo il mediano è diventato un punto di riferimento in campo e nello spogliatoio, anche grazie alla propria disponibilità e al carisma che lo contraddistinguono. Con il centrocampista, ora adattato a difensore da mister Andrea Agostinelli, cerchiamo di capire lo stato d’animo dei biancorossi e come potrebbe andare questo finale di campionato che deve ancora emettere i propri verdetti, soprattutto sui playoff.
 
Daniele, da ormai veterano di questo gruppo, che Varese vede in questo momento?
«Abbiamo passato una stagione caratterizzata da diversi alti e bassi. Nelle ultime gare di campionato abbiamo fatto bene e speriamo che il momento migliore arrivi in queste ultime giornate. Dispiace però per Grosseto, dove il primo caldo ci ha condizionato».
 
Appunto, Grosseto. Con Vercelli è forse il passo falso peggiore della stagione, come mai?
«Non è sempre facile giocare contro avversarie che non hanno più nulla da chiedere. Sono squadre che giocano a viso aperto, senza tensioni e i giovani in campo cercano di tirare fuori il meglio di sé per farsi vedere. Noi invece abbiamo sofferto un po’ il fatto di non poter sbagliare e lo abbiamo pagato caro».
 
Dopo Vercelli mister Agostinelli ha preso il posto di Fabrizio Castori: cosa è cambiato?
«Con il nuovo allenatore forse siamo un po’ più liberi di testa, ma è difficile dirlo. Con Castori non stavamo andando così male; eravamo comunque in zona playoff e, anche se il Brescia ci aveva sorpassato, restavamo pur sempre in corsa. A livello di allenamenti è cambiato un po’ l’obiettivo: con Agostinelli curiamo maggiormente l’aggressività e i calci da fermo, mentre con Castori lavoravamo più in funzione dell’avversario di turno, con sedute più tattiche».
 
Lei è passato da perno del centrocampo a difensore in pianta stabile. Come si trova in quella posizione e, soprattutto, le piace giocare più indietro?
«Sì, devo ammettere che mi piace; se non mi fosse piaciuto o non mi fossi trovato a mio agio avrei preferito non provare né con Agostinelli né con gli altri allenatori che mi hanno chiesto di fare il difensore. I movimenti da mediano a marcatore non cambiano molto, è questione di adattarsi. Per ora va bene così, ma sinceramente preferisco ancora giocare in mezzo al campo e in futuro spero di tornare in quella posizione».
 
Come valuta queste ultime partite che aspettano il Varese?
«Dobbiamo pensare una partita alla volta, iniziando dal Crotone che è una squadra tosta, con una difesa solida, un ottimo centrocampo e un attacco molto buono con gente come Gabionetta e Calil, anche se ora quest’ultimo è fuori rosa. Abbiamo sempre fatto fatica contro i calabresi e anche questa volta non sarà facile perché sono sicuro che non verranno a Varese in vacanza».
 
A Brescia crede sia decisiva?
«Penso proprio di sì. A meno di sorprese clamorose andremo all’ultima giornata al “Rigamonti” a giocarci il nostro futuro. Un passo alla volta però: solo dopo aver superato il Crotone inizieremo a pensare anche alle Rondinelle».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2013
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