Erika D’Adda: “I miei primi 100 giorni da senatrice”

La senatrice eletta nelle file del PD racconta come ha vissuto queste prime convulse fasi di vita politica e rivela le sue aspettative per il congresso del partito e il suo impegno legislativo

Un disegno di legge, alcune interrogazioni, mozioni e tanto tanto studio. I primi cento giorni della senatrice Erika D’Adda sono stati riassunti questa mattina , sabato 4 maggio, dalla stessa onorevole del PD che ha voluto rendere noto al suo elettorato la quantità e qualità del lavoro che si fa a Roma: « Siamo in un periodo delicato  e difficile – commenta D’Adda – è uno scenario complesso in cui dobbiamo imparare a muoverci con la massima trasparenza e onestà intellettuale per costruire un nuovo modello di PD. A Roma ho incontrato moltissime persone con una grande competenza e preparazione, persone che mi erano sconosciute perchè non appaiono al grande pubblico».

 
Dal congresso nazionale del partito, alla situazione di Bersani, al governo Letta, passando per l’Imu e la costituente, Erika D’Adda ha raccontato la sua esperienza romana: « Il partito è in un momento delicato. Non servono etichettature o irrigidimenti in correnti. Occorre confrontarci a viso aperto e raggiungere una sintesi all’unanimità o a maggioranza. Da parte mia, ho intenzione di aprire un blog, una piazza virtuale dove discutere con i miei sostenitori, i simpatizzanti e gli iscritti. Sicuramente ci saranno anche incontri reali, sedute pubbliche perchè abbiamo bisogno di dialogare».
 
La senatrice non nasconde le difficoltà di un partito che pur vincendo alle ultime consultazioni, non è stato in grado di formare un governo o di esprimere il Presidente della Repubblica: « Sono stati momenti drammatici in cui il segretario Pierluigi Bersani ha dovuto sopportare una grande amarezza. Sono, però, convinta che il suo importante contributo non mancherà. Lo vedo già recuperare il ruolo propositivo. Anche Matteo Renzi è una risorsa, è un  grande comunicatore e, in questo momento, sta lavorando per il suo progetto interno al PD. Io sono contenta che ci sia e che faccia parte di questo dialogo da cui uscirà un PD rafforzato».
 
Sul fronte amministrativo, Erika D’Adda spiega il ruolo del premier Enrico Letta e il suo compito per traghettare il paese fuori dalla palude: « Le premesse erano altre, gli annunci molto diversi. Poi le cose sono andate diversamente e oggi ci troviamo un esecutivo che deve rispondere a tre emergenze nazionali: il lavoro, le riforme istituzionali e i rapporti con l’Unione europea. Questo governo non potrà risolvere tutti i problemi e risollevare le sorte economiche dell’Italia. So, però, che farà qualcosa riacquistare la credibilità degli elettori. La legge elettorale sarà riformata: non ci si può più permettere di mancare l’obiettivo, i cittadini ce ne farebbero pagare il conto».
 
Sul fronte della produzione personale, la senatrice mette in rilievo il disegno di legge da lei presentato a tutela di quanti hanno perso case e soldi dietro alle società o cooperative edilizia che sono fallite durante i lavori di costruzione delle abitazioni: « In una decina di anni sono stati 87.000 i cittadini che hanno perso tutto. Esisteva una legge, la norma 122 che, però, non prevedeva sanzioni per cui era largamente disattesa. Troppi cittadini ci hanno rimesso di tasca propria. Ora ho raccolto la loro protesta e l’ho tramutata in un testo legislativo che è al vaglio della commissione».
E in commissione Lavoro, Pensioni e Welfare, D’Adda sta lavorando per modificare la Riforma Fornero: « Non è possibile andare in pensione a 67 anni. Non si può stabilire una data non pensando agli anni effettivi di attività, alle condizioni di lavoro, al logoramento. Occorre rimodulare questo passaggio altrimenti ci troveremo tra vent’anni con un’emergenza sociale anche per l’esiguità dei compensi che si potrà percepire».

Il lavoro è tanto e complesso ma Erika D’Adda si dice entusiasta: « Sulla questione delle pensioni ho trovato una grande attenzione, soprattutto da parte delle donne. In Senato siamo un bel gruppo che lavora e si confronta con grande serietà». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 maggio 2013
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