Festa della Rosa: si festeggia il centenario con mercatini e francobolli

Verrà emesso un annullo filatelico in occasione delle ricorrenza i cui festeggiamenti culmineranno domenica 26 maggio. In programma mercatino di prodotti ticipi e il concorso per la rosa più bella

“16 giugno 1913. Duemila persone e forse anche di più hanno salito il monte Monarco per festeggiare, con la cerimonia ufficiale e con un’eccellente colazione all’aperto, la festa delle rose e la deposizione della prima pietra della Vedetta Alpina…”. Così scriveva la  Cronaca Prealpina cento anni fa per la prima edizione della Festa della Rosa e la Pro Loco celebra l’anniversario con una serie d’iniziative, patrocinate dal Comune, all’insegna del fiore più romantico. Il programma, già iniziato nei giorni scorsi con una serie di concerti in Sala Bergamaschi e nella chiesetta di San Pietro in Silvis, culminerà il 26 maggio con la festa che si terrà nel parco della sede comunale, in Villa Bianchi, da La giornata prevede l’annullo filatelico di quattro cartoline indunesi da collezione, il mercatino dei prodotti tipici a cura di Fabio Ponti delegato varesino di Slow Food, la degustazione dei formaggi del Luinese e dei vini della Cascina Ronchetto di Morazzone, lo stand gastronomico con il pane di pasta madre, la partecipazione della Strada dei Sapori del Varesotto e la premiazione dei concorsi per il racconto, il fumetto e la rosa coltivata più belli. Le cartoline sono dedicate all’illustratore liberty Clito Monestier, al pittore indunese Silvio Radin e a due illustrazioni storiche emesse nel 1913 per la prima Festa della Rosa. “Per l’occasione abbiamo curato la pubblicazione di un libricino che ripropone gli articoli che la Cronaca Prealpina dedicò all’inaugurazione della Festa della Rosa che si teneva, non dimentichiamolo, non lontano dai grandi alberghi della Bell’Epoque e delle verdi valli servite da una fitta rete tranviaria – spiega Tina Torcolini, presidente della Pro Loco – La rassegna richiamò una folla di tremila visitatori e ed espose 25 mila rose recise lungo il percorso che saliva da Induno Olona al monte Monarco. Sulla cima fu posata la prima pietra del rifugio-ristorante Vedetta Alpina. L’evento fu seguito dagli inviati dei giornali di tutta l’Italia ed ebbe il contorno di una gita ciclo-alpina da Milano a Induno e di una “marcia automobilistica” fino Il libricino propone anche un’altra curiosità, le liriche di don Federico Ghisolfi, il sacerdote-poeta che fu parroco di Induno Olona dal 1889 al 1927 (morì durante un viaggio in Palestina con i parrocchiani) e intitolò le sue poesie alle rose, al paese, al Sacro Monte e compose l’Inno al Monarco, di recente riproposto dalla banda municipale.
Per ulteriori informazioni: 0332-200867.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2013
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