Gemitaiz: “Il mio unico compromesso è restare vero”

Il rapper romano domani sarà a Varese, alla Casa del Disco di Piazza Podestà alle 16 per presentare il suo nuovo album che ci racconta in questa intervista

Essere vero è l’unico compromesso per Gemitaiz. L’ha stampato sulla copertina del nuovo album, lo racconta nei testi delle sue canzoni, lo ha detto ai fan che lo seguono da più di dieci anni quando si sono arrabbiati per il suo contratto con l’etichetta Tanta Roba Label (di Harsh e Guè Pequeno) con cui presenta questo ultimo lavoro discografico. Ventiquattro anni, di Roma, Davide (che non comunica pubblicamente il suo cognome, sotto scoprite perchè) scrive rime rap da quando ha tredici anni e non ha più smesso. Oggi è uno dei rapper più seguiti della scena hip-hop e domani, giovedì 29 maggio sarà a Varese, alla Casa del Disco di Piazza Podestà, dalle 16, per incontrare i fan e presentare le 18 tracce di un album piacevole da ascoltare dove racconta il mondo a modo suo. Venerdì 31 maggio ci sarà Clementino, alle 15 e E-Green alle18.

Quando hai iniziato a scrivere testi e fare rap?
«Le prime cose le ho iniziate a scrivere all’età di 13 anni. Scrivevo strofe lunghissime e da lì in poi non ho fatto altro. Ho capito che era quello che volevo, quello di cui avevo bisogno e quello che volevo fare. Ho abbandonato la scuola in terza liceo e ho iniziato a studiare da solo, leggo molti filosofi e ho imparato l’inglese da solo. Scrivere è sempre stato qualcosa di naturale»

Come nasce il nome Gemitaiz e cosa significa?
«Non ha un significato preciso. E’ nato in modo buffo quando ero molto giovane, avevo 13 o 14 anni e un mio amico giocava a storpiare le parole. E’ nato così»

“Fuori di qua” sembra il testo in cui ti racconti al mondo del rap e racconti cosa significa per te. Chiarisci il “mio rap è diverso da quello degli altri”, “vado avanti con la sincerità altrimenti a me i sogni chi me li da”. Che messaggio vuoi mandare con questo testo?
«E’ un testo dove racconto il percorso che ho fatto e che ho bisogno di continuare a fare. Credo che io sia diverso da altri nel modo di comunicare il mio mondo. Sono sempre stato influenzato da artisti molto eclettici della scena americana. Credo di essere originale»

Sei cresciuto in periferia, a Roma. L’hip-hop nasce come un movimento di strada, un modo per ribellarsi ma anche migliorarsi rispetto al mondo in cui si vive. Per te è stato così?
«E’ stato sicuramente un bisogno di doversi esprimere per me, una necessità di comunicare qualcosa. Credo che succeda così anche a chi scrive libri o film. La periferia in cui vivo è tranquilla però, un posto che non cambierei per nulla al mondo»

Quando arriva il contratto discografico scrivi in Celebrety “Pensi che dopo dieci anni una firma mi cambia il contenuto, perchè prima addosso avevo gli stracci ora c’ho il velluto” …”. E’ veramente così o il successo, in qualche modo ti sta cambiando? So che ci sono state anche polemiche in questo senso.

«Sono entrato in un’etichetta indie e credo che molta gente giudichi senza sapere cosa significa entrare in una situazione del genere. Ho lavorato a questo disco tra amici e collaboratori eccezionali e non mi sono sentito veicolato in nessun modo. Mi spiace molto sentire che la gente che mi segue da tanti anni possa davvero pensare che sono cambiato per questo motivo. Non smetto e non smetterò di essere quello che sono e sono sempre stato»

L’ultimo album ha 18 tracce, tantissime. In che periodo della tua vita hai scritto questi pezzi e quali sono i temi che tratti?
«Alcune sono di un anno fa, le altre le ho scritte in questi ultimi sei mesi. I temi sono i miei, quelli di Davide, racconto di me stesso e di quello che vivo. Sono 18 tracce perchè ho sempre avuto tanto da dire ma anche perchè penso ai fan. Quando compro un disco di un’artista che mi piace sono soddisfatto quando vedo che ci sono tante tracce da ascoltare»

Il pubblico che ha riscoperto il genere musicale del rap è sopratutto quello dei giovanissimi. Come mai secondo te? Senti la responsabilità di quello che scrivi nei loro confronti?
«La responsabilità la sento. Credo che il rap colpisca i giovani perchè intepreta quella che è la vita, in modo diretto, rappresentando la situazione di molti e molte volte aiuta a trovare la strada giusta. Ci sono anche ragazzi più grandi che lo ascoltano e sono contento quando apprezzano la mia musica»

Perchè non c’è una pagina dedicata a te su Wikipedia? Qual è il tuo vero nome?
«Davide è il mio nome. Non avevo pensato a questa cosa, uso molto facebook per tenere contatti con i fan e per aggiornarli sulle mie attività quindi non ne ho mai sentito il bisogno di farlo»

Il tuo cognome, qual è?

«Preferisco non dirlo semplicemente perchè ho paura che trovano il numero sull’elenco telefonico e poi iniziano a “molestarmi”»

INSTORE TOUR 2013

In-store in cui GEMITAIZ incontrerà i fan per esclusivi firma-copie:
30/05/13 | Varese, Casa del Disco (ore 16.00)
31/05/13 | Torino, Feltrinelli Stazione Porta Nuova (ore 17.00)
01/06/13 | Marcianise (Caserta), Mondadori c/o Centro Commerciale

SUMMER TOUR 2013
Prime date live e showcase estivi di Gemitaiz:
12/06/13 | Porto Recanati (MC), Acquaparco Malibù (showcase)
28/06/13 | Rimini, Beky Bay 
11/07/13 | Roma, Villa Ada (con Salmo ed Ensi)
17/07/13 | Milano, Carroponte (con Salmo ed Ensi)
24/07/13 | Grugliasco (TO), Gru Village (con Salmo ed Ensi)
Le date sono in continuo aggiornamento

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2013
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