Gli 883 sono tornati, Max Pezzali festeggia vent’anni di carriera

Il cantautore presenta il nuovo album dal titolo "Max 20" dove ci sono due brani scritti con Mauro Repetto e tantissime collaborazioni, da Jovanotti a Davide Van De Sfroos

Vedi Max Pezzali e il ricordo è subito a quella cassetta che girava nel mangianastri e che cantava “Sei un mito”. Giacca di jeans, camicia rossa, ciuffo in testa e Pezzali che saltella sul palcoscenico del Festival Bar. Altri tempi, un’altra Italia. Eppure le sue canzoni non sono mai tramontate.
Quando incontriamo Max il ciuffo è diventato un taglio corto e il ragazzo degli anni ’90 che ha scalato le classifiche con successi come “Sei un mito”, “Senza averti qui”, “La regola dell’amico”, ha lasciato spazio ad un cantautore consapevole del mondo che lo circonda e del suo lavoro. Lo ritroviamo infatti, mentre celebra i suoi suoi vent’anni di carriera con un album ricco di collaborazioni, dove i suoi successi diventano duetti con i big della musica italiana. Dopo i rapper – con i quali ha collaborato l’anno scorso per l’album che festeggiava il ventennale di “Hanno ucciso l’uomo ragno” e che definisce «i cantastorie di oggi» – ora è toccato al mondo del pop.
«Ho chiamato le persone che hanno condiviso con me un percorso – spiega Max con il cappellino da baseball appena tolto dalla testa -, gli amici e i colleghi che sono stati fondamentali per la mia formazione e con i quali c’è un rapporto di amicizia vero». Così nel disco scorrono nomi come Jovanotti (che Pezzali definisce «il più grande rivoluzionario della musica italiana»), Sangiorgi, Ramazzotti, Cremonini, Baglioni, Raf, Venditti, Grignani, Bennato, Nek, Elio, Van De Sfroos e Fiorello a reinterpretare quelle canzoni che hanno segnato la generazione degli anni ’80. «Avrei voluto anche altre collaborazioni ma avevamo esaurito tecnicamente lo spazio sul Cd. Lavorare con questi artisti è stato molto interessante ed è stato fondamentale cercare testi che non snaturassero il loro modo di interpretarli. Il risultato è ottimo, ci sono testi che sembrano essere scritti apposta per loro». Di ognuno racconta curiosità e la sua stima nei loro confronti è evidente. Quando gli chiediamo della collaborazione con Davide Van De Sfroos spiega: «Sono un suo grande fan, mi sono innamorato della sua musica. Ho passato serate con lui a cantare “Pulenta e galena fregia” e questa collaborazione è stata un’evoluzione naturale».

E nel disco, che uscirà il 4 giugno e si intitola semplicemente "Max 20", torna un’altra collaborazione importante: quella con Mauro Repetto, segnando nuovalmente la reunion degli 883 (era già successo per l’album precedente). Insieme hanno scritto due brani inediti: «si è ricreata l’antica magia. Mauro mi fa vedere il mondo con altri occhi e questo mi piace molto. Ci siamo incontrati un giorno a Roma, è venuto a trovarmi con un portatile in mano e nient’altro. La sera è ripartito. E’ un uomo imprevedibile ma lavorare con lui mi è piaciuto molto, c’è la condivisione delle idee. Quando si lavora da soli, dopo un pò, ci si annoia». Un disco insomma, dove trovate il Max Pezzali che vent’anni fa ha fatto cantare tutta Italia con “Come mai” ma che guarda anche al futuro: «Per il 2014 vorrei pubblicare un nuovo album di inediti. Credo che sia il momento giusto per convogliare queste nuove energie. Mi piacerebbe lasciare spazio alla mia parte più irrazionale e emotiva senza farmi influenzare dal “dover fare un album come ce lo si aspetta”». Intanto un bilancio di questi ultimi vent’anni è d’obbligo: «Ho sempre avuto una certa rassegnazione nei confronti del destino. Credo che alcune cose sono andate come dovevano andare o potevano andare peggio. Mi reputo comunque fortunato, ho attraversato anni in cui molti nella musica sono stati falciati». Sulla copertina dell’album un’ immagine che riassume bene il cuore di quest’album: il Max di vent’anni fa e il Max di adesso a confronto. L’unica cosa certa? «I jeans a vita alta non torneranno mai più».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 maggio 2013
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