I cantieri in Italia sono blindati. Imparate dagli svizzeri

Ai Venti dell'Innovazione, appuntamento organizzato dalla Camera di Commercio, si è parlato di infrastrutture. In Italia il vero problema è la scarsa condivisione delle informazioni con la popolazione

Le vediamo, le usiamo, le invochiamo, le contestiamo ma raramente riflettiamo sul loro contenuto innovativo. Ci sono gallerie artificiali prefabbricate, idrofrese che per scavare nella roccia usano un getto d’acqua ad alta pressione, isolatori sismici capaci di preservare una strada in caso di terremoto, pontili ad avanzamento telescopico, dispositivi a onde elettromagnetiche per eliminare l’umidità dai muri.
La Camera di Commercio di Varese ha dedicato la "puntata” di maggio dei "Venti dell’innovazione" al tema delle infrastrutture, presentando quattro case history significative per il territorio: Pedemontana, Malpensa, AlpTransit ed Ecodry, azienda tedesca che ha fatto un importante intervento contro l’infiltrazione di umidità che minaccia l’eremo di Santa Caterina del Sasso.
Prima dell’infrastruttura però c’è il professionista che la progetta. Roberta Besozzi, presidente dell’ordine degli ingegneri, definisce questa figura «fondamentale» per la buona riuscita dell’opera. «La regola del massimo ribasso – ha spiegato Besozzi – non funziona. Se il progetto non è cantierabile, le imprese fanno le cosiddette riserve e in molti casi i cantieri si fermano perché le imprese falliscono. L’Aler ha stabilito il massimo ribasso al 30%, dopodiché ciò che fa la differenza è il curriculum del progettista».
Negli appalti c’è l’aspetto delicato della tempistica di consegna. «Gallerie prefabbricate e tecniche di lavorazione innovative possono aiutare ad anticiparli» ha detto Andrea Monguzzi di Pedemontana Lombardia. Se però sei confinante con la Svizzera, la preoccupazione per i tempi di realizzazione è un pensiero fisso (vedi il caso della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio). A riportare sulla terra il mito elvetico della precisione ci hanno pensato Marco Corradini e Anna Fabretti, due ingegneri italiani che hanno deciso di passare il confine italo-svizzero per lavorare al servizio di AlpTransit, l’infrastruttura più importante del Vecchio Continente. «Se vuoi sapere quali sono i tempi giusti di realizzazione – ha spiegato Corradini – senti prima il progettista italiano, poi quello svizzero e alla fine fai una media. La differenza vera sta nei controlli: in Svizzera il progettista sta con il fiato sul collo all’impresa e se le cose per qualsiasi motivo non vanno, devono essere rifatte».
C’è anche un problema di trasparenza: i cantieri in Italia sembrano dei bunker, si comunica poco quello che si fa e come lo si fa, insomma non si condivide l’opera con chi vive sul territorio e ne subisce i disagi. «I cantieri – ha aggiunto Fabretti – hanno un impatto sulla popolazione ed è per questo che in Svizzera c’è un’informazione continua e si prendono decisioni condivise in tempi brevi. In Italia invece i cantieri sembrano blindati». Il motivo per cui due bravi professionisti italiani, cresciuti sui progetti dell’alta velocità nostrana, hanno scelto la Confederazione elvetica per lavorare  è semplice: in Italia non si fanno investimenti e quindi non ci sono prospettive.
In un’infrastruttura come l’aeroporto di Malpensa, costata ai tempi del pentapartito quasi quanto una Finanziaria, l’innovazione punta a migliorare il servizio e la sicurezza dei passeggeri. «Stiamo ampliando il Terminal Uno – ha raccontato Nicola Magistretti di Sea- in vista di Expo2015. Tra le innovazioni c’è un pontile con un meccanismo telescopico che consentirà l’accesso dalla sala vip all’imbarco direttamente e quindi più velocemente». Il manager di Sea tranquillizza sul fatto che questa innovazione non verrà usata solo per i vip.
Avere una tecnologia che combatte l’umidità senza essere invasiva, in una delle province più piovose d’Italia, è una specie di miracolo. All’eremo di Santa Caterina del Sasso, grazie all’intervento del fisico Valerio Valiani di Ecodry Italia e alle sue onde elettromagnetiche, il miracolo si è compiuto. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2013
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.