Il comportamento di Ktm non ha precedenti in provincia

Fim Cisl e Fiom Cgil non ricordano un caso come quello di Husqvarna. Tascone (Cisl): «La Ktm ha deciso tutto unilateralmente, scavalcando le parti sociali e senza ricercare un accordo»

«Non si ricorda un caso del genere in provincia». Carmela Tascone, segretario provinciale della Cisl, e Mario Ballante, segretario della Fim, concordano sul fatto che un comportamento come quello tenuto dalla proprietà di Husqvarna non si è mai visto. Eppure sono due sindacalisti di lungo corso che hanno vissuto le ristrutturazioni degli anni Ottanta e Novanta e le difficoltà generate dalla recente crisi economica. «Il punto cruciale in questa vicenda – spiega Tascone – è che la Ktm ha deciso tutto unilateralmente scavalcando le parti sociali e senza ricercare un accordo».
I rappresentati di Pierer Industries si sono presentati al tavolo delle trattative privi di un piano industriale e ribadendo la richiesta della cassa integrazione straordinaria solo a condizione che si accetti la cessazione della produzione di moto a Biandronno. «È una forzatura – sottolinea Mario Ballante – che svela nella sostanza il punto debole di una proprietà che non ha argomenti da mettere sul tavolo». 
Probabilmente gli argomenti veri non si possono nemmeno sussurrare, perché riguardano temi delicati come concorrenza e mercato, sui quali dovrebbe intervenire l’antitrust europeo. Le cose a Biandronno non vanno bene e i sindacati sono consapevoli del fatto che ci sarebbero voluti molti sacrifici da parte dei lavoratori per rimettere in carreggiata i conti dell’azienda, ma da qui alla chiusura definitiva, di strada da fare ce n’è ancora tanta.
Durante il secondo incontro presso la sede degli industriali di Varese, i rappresentanti della Pierer Industries hanno ribadito che non hanno investimenti da fare nella fabbrica di Biandronno. «A oggi – dice Nino Cartosio della Fiom Cgil – il signor Pierer non ha sborsato un solo euro in questa operazione. È chiaro che senza investimenti e produzione non ci puo’ essere alcun piano industriale».
La proprietà vorrebbe (a parole) riconvertire la produzione di Biandronno su altri prodotti, si parla di penne. Ipotesi che secondo i sindacati non regge. «Questa affermazione – conclude Cartosio – attualmente non ha alcuna consistenza perché non ci sono piani industriali e tutto ci fa pensare che il signor Pierer non abbia alcuna intenzione di diversificare la produzione, mentre le moto saranno prodotte fuori dall’Italia».

I lavoratori della Husqvarna dopo questa seconda fumata nera hanno deciso di alzare il livello della mobilitazione. Per lunedì 6 maggio è prevista un’assemblea in sciopero. 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 maggio 2013
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