Il grande affare dell’oro rosso, tra ladruncoli e aziende

I furti di rame sono all'ordine del giorno, le vie attraverso cui il metallo viene venduto illegalmente sono meno note. Ma gli episodi di trafficanti di metalli rubati non mancano

Il commercio illegale di rame è fatto di piccoli ladruncoli, di bande specializzate, ma anche di piccoli (o piccolissimi) imprenditori più o meno conniventi. Se di solito si parla genericamente dei rom che "ripuliscono" case, fabbriche e persino impianti ferroviari, nella filiera illegale del rame ci sono anche gli affari dei rottamatori, che hanno capannoni e piazzali nei paesi e ai margini delle città, anche nel Varesotto. L’ultimo episodio è di pochi giorni fa, chiaro come non mai: una tonnellata di rame rubato ritrovato in un capannone di Caronno Varesino. Lì aveva avuto il suo magazzino una società di commercio rottami, che nel frattempo aveva cessato l’attività. Il titolare, 45enne jeraghese secondo gli elementi raccolti dal Nucleo Polizia Tributaria della GdF si è messo direttamente nel giro illegale: la Guardia di Finanza l’ha denunciato insieme al suo "socio" per un furto avvenuto in un’azienda che produce cavi. «Il rame fresato durante le lavorazioni era di ottima qualità e prodotto in quantità, stiamo facendo accertamenti su possibili altre sottrazioni avvenute nell’azienda vittima del furto» spiegano le fiamme gialle. Dal semplice furto gli inquirenti cercano di volta in volta di risalire ai destinatari del materiale, operazione non facile visto che spesso manca qualunque traccia documentale. In un altro caso, la Compagnia di Gallarate della Guardia di Finanza ha messo sotto la lente d’ingrandimento le spregiudicate operazioni fiscali fatte – su un arco di tempo piuttosto ampio – da una società della Valdarno che, oltretutto, non era in grado di giustificare la presenza di grossi quantitativi (18,6 tonnellate) di metalli stoccati: in questo caso il sospetto è che vi fossero acquisti di rame rubato. Tra i furti che creano maggiori disagi al maggiori numero di persone ci sono quelli sulle linee ferrovarie, dove il rame è impiegato sulla linea aerea d’alimentazione a 3000volt, ma anche sulle cablature dei sistemi di sicurezza e di controllo di passaggi a livello e segnali luminosi. Proprio partendo da questi episodi, nel 2012 la Polizia Ferroviaria e il Corpo Forestale arrivarono anche una società di commercio rottami di Cassano Magnago. La "fame" di rame, in particolare sui mercati asiatici, fa sì che i piccoli e grandi furti siano roba di tutti i giorni, tra mercato globale e piccola criminalità: come rilevano anche gli inquirenti, la concorrenza sleale mette in difficoltà anche gli imprenditori che cercano di resistere sul mercato senza sotterfugi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2013
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