Il mercatino dell’usato tra le critiche dei vicini e la difesa della Pro Loco

L'evento, che si tiene ogni prima domenica del mese da oltre vent’anni in via Italia Libera è stato fortemente criticato dagli abitanti ma il presidente Carabelli spiega: "con il ricavato aiutiamo il paese"

Il “Mercatino dell’usato” di Gazzada Schianno finisce tra il fuoco incrociato dei vicini di casa e la difesa della ProLoco. L’evento, che si tiene ogni prima domenica del mese da oltre vent’anni in via Italia Libera, per circa otto volte l’anno, è stato fortemente criticato dagli abitanti di via Italia Libera che contestano la mancata applicazione e il rispetto delle regole da parte dei venditori e ne chiedono il trasferimento.

"Non ci sentiamo padroni di entrare ed uscire da casa nostra in auto – scrissero in un appello al sindaco -. Spesso, il sabato sera, siamo costretti a parcheggiare le nostre automobili in piazza Galvaligi o lungo la provinciale per essere liberi di usarle durante la domenica, c’è disturbo alla quiete pubblica e nessuno degli organizzatori provveda a ripulire la strada e gli spazi antistanti il vecchio Municipio dalla sporcizia, lasciando la via in condizioni indecenti".

I promotori dell’appello hanno deciso così di estendere  la raccolta delle firme, per lo spostamento del Mercatino, a tutta la comunità.

In difesa del mercatino interviene, invece, il presidente della Pro Loco Angelo Carabelli in qualità di presidente della Pro Loco:

Il mercatino che da circa quindici anni si tiene ogni prima domenica del mese in via Italia Libera, per circa otto volte l’anno, tolti i mesi di gennaio e agosto e altri in media funestati dal maltempo, porta a raccogliere circa 7 mila euro complessivi, utilizzati dalla Pro Loco per aiutare oratori e asili e soprattutto mantenere il materiale della stessa associazione, come gazebi e altro, prestati a diversi enti e spesso restituiti in non perfette condizioni.
Oltre a rappresentare un’occasione d’incontro e di socialità, il mercatino permette all’asilo di Gazzada, alla parrocchia di Schianno e al gruppo che sostiene i bambini di Chernobyl, di esporre e vendere oggetti e raccogliere offerte, e non può trovare sede diversa da quella attuale, una via riparata, ombreggiata in estate e sottovento in inverno.
La sua soppressione sarebbe un grave danno per la comunità, per la Pro Loco e tutte le associazioni di volontari, che traggono sostentamento e anche uno sprone per proseguire le attività benefiche.
La presenza di molti avventori ogni mese movimenta tra l’altro anche l’economia del quartiere, con maggiori introiti, per esempio, per i bar della zona.
I sottoscrittori della lettera di protesta lamentano schiamazzi e l’impossibilità di uscire con il loro mezzo dal garage di casa, ma un piccolo sacrificio otto volte in un anno contribuirebbe a migliorare le condizioni di salute di un bambino o a donare a un altro un vestito o un giocattolo nuovo, e alla Pro Loco di essere sempre attiva e partecipe della vita comunitaria del paese.
Esagerata invece è l’accusa, lanciata ai bancarellisti da parte degli abitanti di via Italia Libera, di lasciare la strada sporca e piena di rifiuti al termine del mercatino. I volontari della Pro Loco provvedono ogni volta a ripulirla e a riportarla in condizioni perfette.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2013
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