Il presidente dei Seamen: “La società è estranea alle violenze”

Marco Mutti difende la società che presiede dalle accuse di violenze che stanno emergendo nel processo all'ex-allenatore dell'under 18 Maurizio Vismara, accusato di violenza sessuale su minore: "Siamo stati i primi a denunciarlo"

Il presidente dei Seamen Milano, Marco Mutti, vuole difendere il buon nome della società di football americano, tra le più blasonate in Italia: «Seamen è una realtà che raggruppa 68 soci sostenitori, 300 ragazzi che praticano uno sport che fa della correttezza uno dei suoi principi cardine». Mutti, che ha importato nell’azienda per la quale lavora molti dei principi di questo sport, vuole sottolineare che la società sportiva e la sua persona non hanno nulla a che vedere con gli episodi di violenza che stanno emergendo dal processo all’ex-allenatore Maurizio Vismara, accusato di molestie sessuali nei confronti di un giocatore della sua squadra, all’epoca dei fatti ancora minorenne: «I fatti raccontati nell’ultima udienza di venerdì 10 maggio dalla madre della vittima – sottolinea – sono stati oggetto di un mio immediato intervento, appena la mamma del ragazzo mi ha espresso la sua preoccupazione ho convocato una riunione con tutti i ragazzi della squadra, alla presenza dei genitori e degli allenatori, compreso Vismara. A lui e a tutti gli altri ho detto che i battesimi non sarebbero stati più tollerati e, per spaventarli, ho anche detto che la Polizia stava valutando se aprire un’indagine sulla vicenda».

Mutti assicura di aver fatto il possibile per contenere questo fenomeno che, tuttavia, è molto diffuso tra i ragazzi e, quindi, anche difficilmente controllabile: «I battesimi si fanno in molti sport con metodi differenti. Per quanto riguarda la società che rappresento la mia preoccupazione era tesa, oltre che a tranquillizzare i genitori preoccupati, anche a difendere i Seamen da qualsiasi tipo di speculazione». L’ordine di scuderia lanciato qualche mese prima dei fatti di Malpensa, purtroppo, non ha sortito l’effetto sperato visto quello che è accaduto nell’area giochi dove sarebbe stato lo stesso Vismara il protagonista attivo nel rito del battesimo: «Appena ho saputo quello che era successo prima della partenza dell’aereo per Cagliari – prosegue Mutti nel suo racconto – ho immediatamente avvisato la Polizia di quanto accaduto, ho chiesto suggerimenti su come agire e come rendermi utile e ho avvisato il papà della vittima assicurandogli l’appoggio della società per qualsiasi azione avesse deciso di intraprendere. Non ho mai nascosto nulla e ho rimosso Vismara dal suo ruolo di allenatore nell’immediatezza dei fatti».

Infine Mutti ci tiene a precisare che i Seamen sono una società che è basata sul volontariato di tantissimi appassionati: «Nessuno percepisce dei soldi per il suo impegno nei Seamen – conclude – questo perchè siamo degli appassionati veri di uno sport certamente di nicchia ma che ha molti valori positivi tra i quali la correttezza nei confronti degli avversari, regole ferree sul campo e fuori dal campo». E rivela: «Dopo quanto emerso dalle indagini su Vismara, al quale avevo dato fiducia perchè lo ritenevo una persona di cui potermi fidare, avevo intenzione di ritirare la squadra dal campionato ma non l’ho fatto perchè lo sport, quello vero e fatto di valori, deve vincere su tutto e non deve essere fermato da episodi seppur gravissimi come quello di cui si sta discutendo in questo processo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2013
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