Il teatro di Caldana che riapre con un secolo di vita “sulle spalle”

Costruito nel 1907, la sala da 150 posti è stata ristrutturata e inaugurata il primo maggio di quest'anno grazie alla collaborazione di tutta la comunità. "A ottobre, la nuova stagione teatrale"

Ha una storia tutta particolare il teatro di Caldana. Una di quelle storie che arrivano da lontano portando con se leggende e fotografie di un tempo passato. È nel centro del paese, vicino alla piazza ed è da almeno un secolo che raccoglie la vita che lo circonda. Dall’esterno non si fa notare ma il suo interno, appena ristrutturato, lo ripaga. Il teatro caldanese infatti, è appena stato inaugurato. Il primo maggio per il piccolo paese della Valcuvia (700 abitanti) si è trasformato in un giorno speciale e la festa dei lavoratori ha visto la realizzazione di un sogno lungo più di trent’anni per tutta la comunità. Ma partiamo dall’inizio. Il Teatro di Caldana è stato costruito dal 1907 al 1909 grazie all’Ingegnere Malgarini, milanese che amava trascorrere le vacanze in paese e che nel 1906 aveva partecipato all’Expo. Quando la fiera internazionale venne smontata lui recuperò uno dei tetti dei padiglioni e lo portò a Caldana. Intorno iniziò la costruzione del teatro.

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A raccontare tutta questa storia, in una mattinata primaverile è Andrea Andreoli un ragazzo di 27 anni che ci accompagna all’interno del teatro con l’entusiasmo di chi ha appena realizzato un progetto importante. La sua storia infatti, attraversa le due guerre, vive anni di attività e di buio in cui viene usato come sala ricreativa, come asilo, come laboratorio d’artigianato. L’attività teatrale riprende negli anni ’50 e ’60 anche grazie alla Famiglia Rame che interverrà per riportare la commedia tra le sue mura. La vera svolta però, sarà negli anni ’80: un gruppo di persone decide di rifondare la Soms, Società Operaia di Mutuo Soccorso e di riprendere in mano la proprietà del teatro ridandogli vita. E da qui inizia una seconda fase.

Mentre giriamo tra le sale vuote del teatro, dove le parole rimbombano tra le pareti, Andrea che è vicepresidente della Soms infatti, mi spiega che il famoso ottobre caldanese che ogni anno porta tra le vie del paese bancarelle e stand gastronomico era nato, e ancora esiste, con un solo obiettivo: riaprire e sostenere il teatro. Il primo maggio di quest’anno si è quindi realizzato un sogno importante per tutta la comunità: la sala da 150 posti con palco e balconata ha ripreso vita. “Non è stato per nulla facile. Raccogliere i fondi è stata ovviamente la parte più difficile e ce l’abbiamo fatta grazie alla volontà di tutti. I lavori sono stati tanti e importanti: abbiamo rifatto tutti gli impianti, abbiamo sistemato camerini e bagni, rifatto il palcoscenico, sistemato il giardino esterno, ripulito tutto il tetto e tanto altro”.

Il costo totale dei lavori è di 450 mila euro, una parte dei soldi sono stati raccolti con la famosa manifestazione caldanese, 25000 euro arrivano annualmente dal comune grazie ad una convenzione che permetterà all’amministrazione di usare il teatro per 30 giorni l’anno per 30 anni. 200 mila euro arrivano grazie alla vincita di un bando regionale mentre per il resto hanno aperto il mutuo. Insomma, non è facile “ma noi siamo contenti di averlo aperto ed ora stiamo pensando alla programmazione teatrale per l’anno prossimo”.
Intanto hanno organizzato un mese di eventi inaugurali per tutto maggio (scaricali qui) e la prima compagnia teatrale a calcare le nuove assi del teatro sarà quella dei Legnanesi, con uno spettacolo estratto da “Il treno dei pendolari” (24 maggio). “Questa estate ci fermiamo con la programmazione artistica ma stiamo organizzando un gruppo di lavoro che per ottobre dell’anno prossimo possa organizzare la stagione. Vogliamo che sia il teatro di tutti e per tutti”.   Mentre Andrea mi racconta storia e progetti, arriva anche il presidente della Soms, Alberto Ciglia di 62 anni che con fierezza e simpatia mi spiega: “Pensavo ad una pensione tranquilla e invece…(scherza ndr). Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a realizzare questo sogno che portiamo avanti da anni. Io sono nato a Caldana e se n’è sempre parlato, oggi finalmente ce l’abbiamo fatta”. Un ultima occhiata al teatro che è riuscito a mantenere il fascino d’altri tempi prima di tornare alla routine della giornata, immaginandolo pieno di gente per il debutto dalla sua prima stagione. Intanto Alberto e Andrea girano per il teatro, ricordando che la collaborazioni tra generazioni, in tante occasioni, è il motore di tutto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2013
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