Il terremoto ha distrutto i capannoni, non la fiducia

L'imprenditore varesino Roberto Montuori vive da un anno nelle zone terremotate. Con la sua azienda specializzata in ristrutturazioni ha fatto ripartire molte imprese del distretto industriale modenese

È passato un anno esatto dal terremoto che ha colpito la provincia di Modena e senza clamore continua l’opera di ricostruzione, soprattutto dei capannoni industriali necessari per far ripartire l’economia di uno dei distretti industriali più importanti d’Italia. Tra i partecipanti alla fiaccolata che percorrerà le vie di Cavezzo per ricordare i morti di quel terribile 29 maggio 2012 c’è anche l’imprenditore varesino Roberto Montuori che da un anno vive in quel paese, in un camper parcheggiato in via Dei Santi.
Con la sua impresa, la Edil Group di Gavirate, ha già ristrutturato e messo in sicurezza molte aziende, garantendo la ripresa della produzione. «Ho deciso di venire qui – racconta l’imprenditore – dopo aver visto un servizio in tv e ascoltato l’appello dei terremotati. E siccome la mia azienda è specializzata in ristrutturazioni ho pensato che potevo essere utile a queste persone».
 Alla chiamata di Montuori rispondono gli ingegneri Riccardo Aceti ed Erio Tallone ai quali si unisce anche il geometra Roberto Lodi: l’obiettivo è garantire la sicurezza antisismica ai capannoni industriali senza abbatterli definitivamente. Per ridare morale occorre ripartire da quello che c’è, salvando i macchinari e tutta la strumentazione necessari per produrre. Non è un lavoro semplice in una zona dove ogni cinque minuti c’è una scossa. Montuori e il suo staff lavorano anche di notte. Valutano le strutture pilastro per pilastro, trave per trave, mattone per mattone, assistiti dai caffè e dalla riconoscenza della gente del posto. «In questa terra – continua l’imprenditore varesino – si produce il 2,5% del pil del Paese. È un tessuto imprenditoriale sano e onesto, quindi aiutare queste famiglie a salvare il loro futuro è un dovere anche perché loro non hanno mai abbandonato i posti di lavoro».
La prima richiesta di agibilità temporanea collaudata in tutta la zona rossa, cioè quella a maggior rischio sismico, porta la firma di Montuori, ma nel giro di un anno la lista dei nomi delle aziende che, tra Cavezzo e Mirandola, hanno ricominciato a produrre grazie al suo intervento si è allungata parecchio. Nomi che hanno fatto la storia industriale del distretto modenese, come Runner Fitness, Menny Biomedicale, mobilificio Malavasi, ricamificio Ludan, Officine Borsari, Legatoria Meschieri.
La questione dei pagamenti per questo imprenditore non è un assillo, tanto che la parola business non compare mai nei suoi discorsi. Piuttosto insiste sul concetto di fiducia, la vera risorsa scarsa di questi tempi. «Ho messo in gioco i quattro soldi che avevo da parte, sapendo che nessuno mi avrebbe assicurato il credito – conclude Montuori -. Ho lavorato sulla parola di queste persone splendide, molte delle quali considero ormai degli amici, che mi stanno già ripagando dello sforzo fatto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2013
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