Impiegata di banca a processo per un investimento truffa

Fece sparire più di 100mila euro con la scusa di far recuperare a una cliente i soldi persi con i bond argentini

L’impiegata di una filiale bancaria di Varese è finita a processo in tribunale perché è accusata di truffa nei confronti di una cliente, come risulta da un’inchiesta condotta dal pm Massimo Politi. La donna, 63 anni, era all’epoca in forza alla filiale di Masnago della Banca Popolare di Bergamo e, tra il 2003 e il 2008, propose a una cliente una serie di investimenti “alternativi”, ufficiosi, diciamo così, per recuperare i soldi che, precedentemente, erano stati persi nell’affare dei bond argentini.
Questa è la tesi dell’accusa. Si trattava infatti di impiegare denaro al di fuori del circuito di quella filiale, attraverso un non meglio precisato collega della direzione centrale, che avrebbe provveduto a investire il denaro in prodotti finanziari non specificati, ma che avevano come base materie prime e il mercato cinese. L’impiegata prometteva plusvalenze annue, e nel lasso di tempo considerato dall’inchiesta, ovvero, 5 anni, avrebbe avuto in consegna 131mila euro da gestire. Nel 2009 la cliente chiese di disinvestire il denaro e di poter riscuotere le plusvalenze, ma si vide consegnare tre assegni rispettivamente di circa 10mila euro, i primi due, e di circa 110mila euro, il terzo. Quest’ultimo fu rilasciato da un’altra banca rispetto a quella in cui lavorava l’imputata, ma una volta portato all’incasso venne respinto perché era stato emesso su di un conto corrente estinto. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2013
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