Inizia il restauro del sipario del Condominio

Mercoledì lo storico sipario, vera e propria opera d'arte, sarà trasferito nel laboratorio di Nicola Restauri ad Aramengo, per il restauro finanziato da Ubi. Il 15 giugno "porte aperte" al laboratorio per tutti i cittadini interessati

Lo storico sipario del Teatro Condominio, dipinto da Gerolamo Induno, inizia mercoledì 22 maggio il suo cammino per la messa in sicurezza e, appena possibile, verso il restauro definitivo.
Vera e propria opera d’arte che riflette il clima d’entusiasmo nazionale post-unitario, il sipario è un gigantesco telone che rappresenta Il Plebiscito di Napoli del 21 ottobre 1860: da molti anni l’opera giaceva nei magazzini del Comune di Gallarate, depositato in attesa di una decisione definitiva.
Già Giorgio Nicodemi, a nome della Società Gallaratese per gli Studi Patri (allora proprietaria del telone) invocava un restauro: ora l’opera sarà affidata alle cure del laboratorio di restauro della famiglia Nicola, una delle più suggestive botteghe al servizio dell’arte fondata nel dopoguerra nel cuore di Torino e poi, nel 1961, traslocata ad Aramengo, paesino sui dolci pendii del Monferrato dal patriarca Guido Nicola.

La Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo ha finanziato i lavori per mettere in sicurezza il sipario con una donazione di 6.000 euro alla Delegazione FAI del Seprio nell’ambito del progetto nazionale “Puntiamo i Riflettori”. La Delegazione, dopo la necessaria approvazione della Sovrintendenza, ha messo a disposizione della Amministrazione Comunale i fondi necessari. Un positivo esempio di collaborazione fra il mondo dell’economia sensibile ai temi storici e artistici, il volontariato e l’ente pubblico.

A coronamento di questa prima fase dell’operazione, grazie a una ulteriore iniziativa della Delegazione FAI del Seprio, gli amministratori pubblici gallaratesi e tutti i cittadini interessati potranno partecipare a una visita guidata, il giorno 15 giugno, ai laboratori di Nicola Restauri ad Aramengo. Sarà così possibile conoscere le diverse fasi dei complessi lavori di restauro in un luogo dove, negli anni, sono approdate opere importanti da chiese, musei, collezioni, con tele di Veronese, Sebastiano Ricci, Jan van Eyck, Antonello da Messina, Guido Reni, Cranach fino ai moderni Campigli, Max Ernst, Paul Klee.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2013
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