Internet, istruzioni per schivare l’insulto

Cosa pensano i blogger e giornalisti? Come fare a evitare le censure tutelando la libertà garantita dalla costituzione?

Il tema dell’uso di internet per diffamare altre persone è tornato di grande attualità, negli ultimi giorni, dopo una vicenda che ha riguardato la presidente della camera Laura Boldrini. La Presidente ha raccontato a Repubblica di essere oggetti di attacchi sessisti contro di lei, e ha citato la vicenda di un fotomontaggio che la ritraeva falsamente nuda, circolato sul web e realizzato da un giornalista (che nel frattempo è finito sotto inchiesta). 

La condanna di Varese alla blogger amministratrice di un sito

Il tema rilanciato dalla giornalista Concita De Gregorio è: come difendersi dall’uso violento del web, bastano le attuali leggi? La vicenda ha suscitato un vespaio e molto tra i più influenti giornalisti e operatori del web hanno discusso in questi giorni sulla rete. Luca Sofri ad esempio ha fatto chiarezza, spiegando che la Boldrini non ha chiesto leggi speciali. Nel suo blog, invece, il giornalista Riccardo Luna si chiede come si possa combattere davvero l’anarchia del web:

Dal presidente della Camera, al quale va tutta la mia solidarietà per le orrende attenzioni di cui è fatta oggetto, mi aspetto quindi un discorso sui tempi della giustizia e non l’invocazione di altre leggi speciali che avrebbero il solo effetto di far passare nell’immaginario collettivo l’idea opposta ovvero del web come di un mondo a parte, speciale appunto, e popolato di pericolosi figuri, che ci sono purtroppo ma nella vita reale e non sui siti.

Sul tema è intervenuto anche l’avvocato Guido Scorza, un legale che da tempo studia le problematiche relative a libertà di stampa e web, che ha criticato la richeista della Boldrini di pensare a nuove tutele per la diffamazione. 

È un’importazione mentale che muove da un errore concettuale di fondo: quello diconfondere il mezzo – il web appunto – con la condotta perpetrata attraverso il web.

Non è il web il male da curare e sconfiggere. Il web è, probabilmente, al contrario, la cura perché può essere strumento insostituibile di alfabetizzazione, cultura, dialogo e confronto.

Anna Masera, social media editor de La Stampa, ha invece rilanciato una petizione mobilitazione contro leggi speciali per il web, a partire dal regolamento dell’Agcom sul diritto d’autore.

E’ di qualche giorno fa invece l’editoriale di Gianni Riotta che, tra le altre cose dice

Il web, che richiedeva prima un computer da tavolo, poi da borsa e oggi arriva in tasca con i cellulari, muta ogni sei mesi, i social media che scandiscono la nostra vita erano sconosciuti solo dieci anni fa. Oggi l’esercito israeliano e Hamas si insultano a vicenda su Twitter, portando l’odio in tasca a ciascuno di noi. Altro che Paradiso online!

Le associazioni e gli esperti del settore scrivono una lettera e chiedono al Parlamento di intervenire

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2013
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