L’Arcisate-Stabio arriva in Parlamento “Serve un tavolo tecnico”

Con un'interrogazione in Parlamento al Ministero delle Infrastrutture Gadda, Braga, Tullo e Mauri, chiedono un punto di osservazione presso il Ministero delle Infrastrutture

"Il progetto del nuovo collegamento ferroviario Arcisate-Stabio deve continuare". Con un’interrogazione in Parlamento al Ministero delle Infrastrutture, firmata dai deputati del Partito Democratico Maria Chiara Gadda, Chiara Braga, Mario Tullo e Matteo Mauri, chiedono di concerto con Regione Lombardia e le altre istituzioni interessate, la costituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Infrastrutture per monitorare lo stato di avanzamento dell’opera al fine di garantire il rispetto dell’Accordo italo-svizzero e il raggiungimento dell’obiettivo di completamento entro la scadenza di Expo 2015.
I Parlamentari hanno sollevato tutti i punti critici determinati dal blocco dei lavori che si è verificato: quello occupazionale, quello della sicurezza per gli abitanti e per i rapporti con le autorità svizzere.

Il testo dell’interrogazione:

il progetto del nuovo collegamento ferroviario Arcisate Stabio, in recepimento dell’Accordo italo-svizzero per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese attuativo della Convenzione bilaterale firmata a Basilea il 2 novembre 1999 ed inserito nel APQ Malpensa, consiste nella realizzazione di un nuovo raccordo a due binari per una lunghezza di circa 3,6 Km in territorio italiano, in parte in galleria e in parte in viadotto. Il collegamento permetterà di connettere l’esistente linea Varese-P.to Ceresio all’altezza di Arcisate, con il tronco ferroviario Stabio-Mendrisio in territorio elvetico; prevede inoltre il raddoppio e la riqualificazione della tratta ferroviaria esistente Arcisate-Induno Olona (4,8 km)  e la realizzazione di una nuova fermata al confine di Stato (loc. Gaggiolo nel Comune di Cantello).
 
con la realizzazione del raccordo ferroviario saranno attivabili collegamenti transfrontalieri di tipo locale tra Varese e Lugano e tra Varese e Como (via Mendrisio), e collegamenti a lunga percorrenza tra il Cantone del Ticino e l’aeroporto di Malpensa, con positive e importanti ricadute sul sistema produttivo del territorio, anche in relazione all’importante appuntamento di Expo2015. La nuova linea passeggeri servirà infatti un  territorio a cavallo della frontiera italo-svizzera in cui vivono circa 600’000 abitanti e contribuirà a dare risposte alle necessità di spostamento delle migliaia di lavoratori frontalieri delle Provincie di Como e Varese che ogni giorno varcano il confine svizzero, riducendo il flusso eccessivo di autoveicoli in un’area già pesantemente congestionata;

i lavori di realizzazione della linea Arcisate-Stabio, mentre procedono regolarmente secondo il programma stabilito per la parte svizzera, hanno subito sul versante italiano una brusca battuta d’arresto da alcuni mesi, al punto che la ditta esecutrice ICS Salini ha presentato il 30 aprile scorso di fronte al Tribunale di Roma richiesta di rescissione del contratto alla RFI, committente dell’opera. Motivo della drastica decisione è la questione, già emersa nell’autunno 2011 e sollevata fin dall’inizio del cantiere da più parti, dello stoccaggio del materiale di risulta; la presenza di materiale inquinante (arsenico ed idrocarburi) ha infatti reso impossibile il conferimento delle terre di scavo, secondo quanto inizialmente previsto, nella ex-cava Rainer in territorio di Arcisate, determinando una lievitazione dei costi di realizzazione per l’azienda e un blocco del cantiere ormai da alcuni mesi, con evidenti disagi anche per i territori dei Comuni interessati dall’opera;

sul punto la Procura di Varese ha aperto un’indagine, ipotizzando che l’immissione nella ex-cava Rainer di terra da scavo contenente arsenico, possa configurare il pericolo di grave danno ambientale con rischio di inquinamento della falda acquifera;

l’interruzione dei lavori e la volontà dichiarata dall’azienda di procedere con le procedure di licenziamento dei lavoratori ha determinato un forte allarme sociale anche per le sue ricadute occupazionali, per il rischio di vedere compromessi oltre 200 posti di lavoro tra gli operai direttamente impiegati nella realizzazione dell’opera e quelli attivi nell’indotto;

il blocco dei lavori sul versante italiano ha suscitato grande preoccupazione anche nelle autorità elevetiche; le ferrovie svizzere FFS e l’Ufficio Federale dei trasporti hanno chiesto tempestivamente a Regione Lombardia conferme precise circa il completamento dell’opera, affinchè siano rispettati i termini dell’Accordo internazionale sottoscritto dai due Paesi. In attesa del prossimo Comitato di coordinamento, anche la Commissione della gestione e delle finanze del Canton Ticino, ha recentemente discusso con preoccupazione i rischi connessi alla situazione di difficoltà emersa sul versante italiano, sollecitando le istituzioni ad un incontro chiarificatore e utile a definire in tempi certi una soluzione adeguata;

a fronte di tali sollecitazioni l’assessore alla mobilità della Regione Lombardia, Maurizio Del Tenno, in visita al cantiere della Arcisate-Stabio in data 24 maggio, ha rassicurato sull’immediata riapertura del cantiere (anche se allo stato attuale i lavori non sono ancora ripresi), sulla sospensione delle procedure di licenziamento da parte dell’azienda e sull’attivazione immediata di Regione Lombardia per l’individuazione di soluzioni alternative allo smaltimento delle terre da scavo contenenti inquinanti, condizione essenziale per la ripresa dei lavori; a tale riguardo è previsto nei prossimi giorni un incontro tra Rfi, Regione e azienda esecutrice per trovare un accordo sullo smaltimento del materiale di risulta del cantiere;

la completa realizzazione della linea Arcisate-Stabio, secondo i tempi stabiliti e nel pieno rispetto delle garanzie di sicurezza ambientale e di salute per i cittadini, rappresenta una priorità per il territorio insubre e per le strategie di collegamente transfrontaliero con la Svizzera ed il centro Europa; sul punto anche il Governo italiano ha una diretta responsabilità, derivante dagli impegni assunti in sede internazionale con l’Accordo sottoscritto con la Conferderazione elvetica concernente la garanzia della capacità delle principali linee di collegamento tra la rete italiana ad alta capacità (RAC) e le nuove trasversali ferroviarie alpine svizzere (NTFA);

per sapere:

quali iniziative intenda assumere per garantire il superamento dei problemi emersi riguardo al completamento della tratta italiana della linea Arcisate-Stabio ed evitare la rescissione del contratto tra Rfi e l’azienda appaltatrice ICS Salini;

se non ritenga opportuno promuovere, di concerto con Regione Lombardia e le altre istituzioni interessate, la costituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Infrastrutture per monitorare lo stato di avanzamento dell’opera al fine di garantire il rispetto dell’Accordo italo-svizzero e il raggiungimento dell’obiettivo di completamento entro la scadenza di Expo 2015.

On. Maria Chiara Gadda
On. Chiara Braga
On. Mario Tullo
On. Matteo Mauri

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2013
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