L’impresa del futuro è artigiana non è una provocazione

Se ne parla il 19 maggio, alle Ville Ponti di Varese, in occasione del Congresso 2013 di Confartigianato Imprese Varese. Con imprenditori, docenti universitari, giornalisti

«La flessibilità della piccola impresa sarà il motore del futuro. A maggior ragione in una società attraversata da rapidi mutamenti che pretendono rapporti sempre più frenetici con clienti e fornitori. È per questo che l’impresa deve avere a disposizione strumenti che le permettano di aumentare la propria competitività in un’economia sempre più agguerrita», dichiara Mauro Colombo (foto a lato), direttore generale di Confartigianato Imprese Varese.
È questo il messaggio inviato alle imprese dall’associazione di viale Milano con i convegni dedicati al mercato del lavoro, alla formazione, al credito, alle reti e ai social network. Ed è il futuro il tema che animerà il Congresso 2013 di Confartigianato Imprese Varese fissato a domenica 19 maggio, dalle ore 11, al Centro Congressi Ville Ponti di Varese. La tavola rotonda, dedicata a “L’impresa del futuro è artigiana”, si terrà subito dopo l’elezione del nuovo presidente di Confartigianato Imprese Varese e della sua squadra.  (segui la diretta sul Liveblog di Varesenews #futuroartigianova)

Si parlerà di idee, creatività e flessibilità con: Giorgio Merletti (presidente di Confartigianato Imprese), Stefano Micelli (professore di Economia e Gestione delle imprese all’Università “Cà Foscari” di Venezia e autore del libro “Futuro Artigiano”), Fabio Lalli (presidente di “Indigeni Digitali”, business network che conta più di 12mila persone in Italia), Davide Gomba (amministratore di Officine Arduino e web-master del blog di Arduino).
Nella veste di moderatore interverrà Sandro Mangiaterra, collaboratore del “Sole 24 Ore” per la community di Nòva24. A lui il compito di fare da collante tra i relatori e stimolare gli approfondimenti su quei temi che fanno della piccola impresa una realtà produttiva particolarmente adatta a ciò che chiedono, oggi, i mercati: unicità nei prodotti, alta qualità, inventiva ed elasticità nel soddisfare le richieste sempre più diversificate del cliente.
“L’impresa del futuro è artigiana” non è una provocazione ma un programma che Confartigianato Imprese Varese vuole condividere con le imprese. Perché per cambiare si deve “fare”: proprio su questo concetto si concentrerà l’intervento del professore Stefano Micelli.
«La riscoperta del fare è una leva per riflettere, pensare e innovare», dichiara Stefano Micelli. «Una risorsa di cui siamo consapevoli e non solo nella piccola ma anche nella media e grande impresa. Questa lezione la impariamo dagli Stati Uniti, in particolare da quella generazione di maker americani che partendo proprio dal “fare” (make) riscoprono la virtù dello “sporcarsi le mani” e l’importanza di rimettersi in gioco per scoprire le nuove frontiere del possibile. E’ una lezione utilissima anche per noi. Si tratta di qualcosa che noi abbiamo sempre praticato, ma è utile che gli americani ne ribadiscano l’importanza».
Si parla dunque di un “fare” che ha tutte le potenzialità per confrontarsi con un mondo che gravita con sempre maggiore rapidità sugli assi delle nuove tecnologie e sul quale riflette anche Sandro Mangiaterra: «Ogni strategia di politica industriale, grande assente nel dibattito politico italiano, non può prescindere dalla realtà, dalle difficoltà e dai bisogni della piccola e media impresa. Che deve sicuramente fare iniezioni di innovazione, di capitali e di management, ma che resta pur sempre il motore del Paese. D’altronde proprio nella piccola e media impresa, a dispetto della Grande Crisi, si notano grandi segni di vitalità. Nessuno ha intenzione di arrendersi al declino».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2013
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