La cripta del Sacro Monte tornerà a vivere

Pronta entro il 2015. Vi sono affreschi del '300 e colonne dell'anno mille. Per restituirla ai pellegrini è stato studiato un progetti di consolidamento statico, perché sopra c'è la chiesa

Ci siamo. Stanno per iniziare i lavori per recuperare la cripta del Sacro Monte, oggi chiusa alle visite, ma per il 2015 di nuovo aperta al pubblico. Si tratta in realtà dell’abside della chiesa originaria del santuario, con ancora a vista la viva roccia,  che fu sepolta dalla costruzione della nuova chiesa, iniziata nel 1494, e che divenne un piccola cappella interna, con affreschi del tardo trecento realizzati da una bottega lombarda di pittori che rimangono ancora oggi sconosciuti. L’idea finale è suggestiva e cade in corrispondenza dei 10 anni del riconoscimento come patrimonio Unesco dei 9 sacri monti di Lombardia e Piemonte: le colonne saranno affiancate da altrettante colonne di metallo che costituiranno una sorta di gazebo. Il passaggio più difficile sarà la rimozione delle colonne in muratura e delle putrelle di acciaio Breda installate nel 1931, quando l’enorme altare della chiesa superiore, 70 tonnellate di peso, rischiò di far crollare l’abside. Venne realizzato in fretta e furia, ma la cripta si ritrovò con delle colonne non artistiche invasive e una enorme trave d’acciaio in mezzo alla volta. Perse quindi la sua conformazione originaria, e oggi è addirittura parte di un sistema di areazione del santuario stesso. La Fondazione Cariplo e la Fondazione Paolo Vi hanno finanziato con 800mila euro un grande intervento di restauro (70% della Cariplo, il resto della Paolo VI), che prevedrà il delicato lavoro di sfilatura delle putrelle di acciaio, e consentirà comunque di non chiudere il santuario durante i lavori. La Fondazione Cariplo in questi anni ha fornito circa 2 milioni e mezzo di euro per una seria di lavori di sistemazione del santuario, che insieme ai soldi della Fondazione Paolo VI faranno un totale di 3 milioni e 600mila euro per il Sacro Monte, e che comprendono ad esempio i lavori per gli ascensori per i disabli e la sistemazione della rizzada che è tuttora in corso.

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Cripta del Sacro Monte 4 di 8

LA LEGGENDA
La suggestività della cripta, tuttavia, non deve sfuggire ai varesini, poiché si tratta del nucleo centrale della religiosità ambrosiana che ha dato un vero e proprio carattere culturale alla città di Varese nel corso dei secoli. La cripta è la più antica testimonianza architettonica del santuario. Le colonne e capitelli sono dotati intorno all’anno 1000. La tradizione vuole che sia stato Sant’Ambrogio a decidere la fondazione in quel punto di un luogo di culto dedicato alla madonna, per celebrare la vittoria contro i cristiani deviazionisti di rito ariano (dal vescovo Ario) un conflitto interno al cristianesimo che per secoli fu ammantato di misteriose leggende.

I RESTAURATORI
Don Angelo Corno parroco del Sacro Monte, monsignor Gilberto Donnini amministratore parrocchiale, Gaetano Arricobene progettista e direttore lavori, professor Lorenzo Jurina strutturista, Giuseppe Costa dirigente valorizzazione del patrimonio regione Lombardia, Carlo Baroni vicesindaco Varese, Giorgio Gaspari Fondazione Cariplo, Riccardo Broggini vicepresidente Fondazione Polo VI per il Sacro Monte. Erano presenti anche i rappresentanti della ditta Caravati che seguirà i lavori, guidati dal geometra Augusto Caravati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 maggio 2013
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