La delusione del Pd bustocco: “Nel Pd irresponsabili e traditori”

La sezione cittadina ha discusso al suo interno la situazione del partito dopo il tradimento dei 101 grandi elettori che non hanno votato Prodi per la Presidenza della Repubblica ma promettono sostegno al nuovo governo Letta

Il Partito Democratico di Busto Arsizio ha reso noto il documento politico risultato dell’assemblea del circolo che ha discusso l’attuale situazione di crisi interna al partito scaturita dal risultato elettorale. Nelle parole degli iscritti c’è tutto lo sconcerto per quanto accaduto a livello nazionale e la frustrazione per una situazione che è tutta da imputare – dicono i tesserati Pd – ai vertici del partito. Ecco il testo:

Di fronte all’irresponsabilità ed al tradimento perpetrato da alcuni grandi elettori nei confronti del Partito Democratico e del Paese durante l’elezione del Presidente della Repubblica, il Circolo di Busto Arsizio del Partito Democratico, riunitosi in assemblea con gli iscritti, esprime il proprio sconcerto su quanto avvenuto.

Il Circolo manifesta tuttavia attraverso un proprio documento, la necessità di attivare ogni iniziativa che permetta di recuperare la dignità del nostro Partito per affrontare i futuri impegni con la massima attenzione ai propri iscritti ed ai propri elettori.

Tra le questioni emerse un fatto sopra ogni altro è apparso evidente e particolarmente grave: la rottura del rapporto di comunità all’interno del partito, favorito dalle spinte personalistiche di alcuni e scelte individualistiche che hanno di fatto compromesso il patto di solidarietà e condivisione di intenti contenuto anche nella Carta d’Intenti di Italia Bene Comune.

A causa delle profonde divergenze di visione, se non addirittura per miopi calcoli correntizi e personalistici, i vertici nazionali non hanno saputo costruire la sintesi necessaria affinché l’ipotesi di un Governo di cambiamento e l’elezione di un Presidente della Repubblica il cui profilo innovativo, autorevole sul piano internazionale, istituzionale, costituzionale e morale, con un vasto consenso tra le forze presenti in Parlamento si realizzassero, rendendo palese la sostanziale violazione del patto di lealtà che connette tra loro dirigenti e militanti.

L’esito negativo del voto sulla figura di Franco Marini prima e su Romano Prodi dopo, che ha visto 101 grandi elettori del centrosinistra tradire le decisioni assunte all’unanimità poche ore prima, ha gravemente offeso gli elettori e gli iscritti del Partito Democratico.

Il segnale della gravità della situazione in cui versiamo è rappresentato dal fatto che nessuno di questi 101 abbia ad oggi sentito l’esigenza di dimettersi, ma ai quali chiediamo con forza di lasciare il nostro partito se in esso non sono più in grado di riconoscersi e di rispettarne le regole democratiche.

Con queste premesse, si è dovuto ricorrere alla rielezione del Capo dello Stato uscente, che senz’altro ringraziamo per la generosità mostrata e per l’alto senso dello Stato, ma che certifica, di fatto, l’impotenza e l’immaturità dei nostri rappresentanti parlamentari.

L’inequivocabile messaggio rivolto a tutte le forze politiche a garantire un governo al Paese, cui spetta il compito di fronteggiare la gravissima crisi sociale ed economica per scongiurarne i suoi drammatici effetti, ben tratteggia la gravità della situazione.

Giunti a questo punto prendiamo atto della nascita del Governo presieduto da Enrico Letta, che ci auguriamo utile ad affrontare questa fase temporale emergenziale, consapevoli dell’enorme difficoltà che avrà nel dover fare sintesi tra posizioni estremamente distanti.

Nello spirito di garantire al Paese l’avvio di politiche di equità e crescita, di moralità e sobrietà ci impegniamo in un percorso difficile ma necessario dando al governo nascente la fiducia necessaria al suo avvio e alla sua azione ed assicurandogli un forte, chiaro, leale e costante sostegno.

Questo Governo deve fissare pochi ma importanti obiettivi necessari a sbloccare la politica italiana riavvicinandola ai cittadini: la riforma delle istituzioni e l’approvazione di provvedimenti che diano risposte al lavoro, alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie colpiti dalla crisi, ma anche a pensionati e giovani ma soprattutto a chi un lavoro non lo ha, la riforma della legge elettorale, la revisione della legge di stabilità, un chiaro segnale di equità su IMU, aumento dell’IVA e rafforzamento degli ammortizzatori sociali.

In questo senso potremo garantire il nostro impegno per porre le basi per una alternativa di valori e sostenere sul piano etico quel cambiamento di stile e obiettivi di cui i cittadini Italiani hanno estrema necessità e permettere finalmente al Paese di uscire dalla condizione tragica in cui è da anni caduto.

Il Circolo di Busto Arsizio esprime anche la propria solidarietà a Romano Prodi e a Franco Marini.

La esprime anche al segretario Bersani, che con le sue dimissioni paga per una situazione estremamente complessa, e per degli errori che vanno certamente oltre la sua personale responsabilità.

Superando il momento fin troppo emotivo della discussione interna al Partito Democratico, è nostro dovere far nascere il confronto tra iscritti e simpatizzanti in ogni ambito possibile.

Il Partito Democratico deve assumere questo impegno a maggior ragione nella prospettiva dello svolgimento di un congresso fondativo che ci consenta, finalmente, di superare le nostre contraddizioni e di ristabilire la connessione con il territorio e la comunità civica di cui siamo parte

Le dimissioni di Segretario, del Presidente, della Segreteria e la perdita di credibilità di tutto il gruppo dirigente nazionale richiedono infatti l’immediata convocazione di un congresso per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale.

Riteniamo inoltre che i contenuti del confronto congressuale debbano contribuire a questo sforzo, legittimando i nuovi gruppi dirigenti e vincolandoli alla coesione ed alla chiarezza nell’azione politica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2013
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