La Dia se ne va da Malpensa, coro di critiche

La Direzione Investigativa Antimafia ha annunciato che è stato chiuso il nucleo informativo nello scalo varesino. Da Giulio Cavalli ai sindacati fino ad esponenti politici nazionali chiedono un intervento del Ministero dell'Interno

Se lo chiede Giulio Cavalli sul suo blog ma è la domanda che qualsiasi italiano si può porre: «Ma perché in Lombardia hanno chiuso il Nucleo Informativo della DIA a Malpensa (dico: Malpensa, mica San Martino in Strada) e nessuno dice niente? Nessuno ne scrive? Nessuno si indigna? Ma Maroni non ha nulla da dire? Ma tutte le Commissioni antimafia che imperversano non hanno una parola, dico una? Dalla mafia che non esiste all’antimafia che chiude. Di bene in meglio». Così scrive Giulio Cavalli ma qualche reazione, oltre a quella dell’attore ed ex consigliere regionale di Sel, c’è stata e sia Cgil che Cisl hanno sottolineato questo fatto, a poche ore dalla visita del premier Enrico Letta proprio a Milano per parlare di Expo 2015 e per ribadire che «le organizzazioni criminali non ci metteranno piede» ma allora, si chiede la Cisl, «la Direzione investigativa antimafia ha comunicato la chiusura del Nucleo informativo presso l’aeroporto di Malpensa. Questa decisione ci sgomenta, anche perché il 12 gennaio 2012 una nota del direttore della Dia sosteneva l’importanza del mantenimento di quel presidio proprio in vista di Expo 2015. Cos’è cambiato in poco più di 12 mesi? Perché alle parole del governo seguono ora fatti contrari? A fronte di questa incomprensibile decisione, che sicuramente non va verso la direzione dichiarata dall’esecutivo, chiediamo un autorevole e risolutivo intervento del ministro dell’Interno e dei vertici della Polizia di Stato». Le stesse parole sono state usate da Emanuele Fiano, deputato Pd, e da Salvatore Calleri, presidente Fondazione Antonino Caponnetto.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2013
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