“La mafia si sconfigge nella società”

Cerimonia di commemorazione di Falcone e Borsellino a Palazzo Estense. Autorità, forze dell'ordine e studenti hanno ricordato il sacrificio dei due giudici

Da Palermo, in tutt’Italia, sino a Palazzo Estense a Varese, oggi si ricordano la strage di Capaci del 23 maggio 1992 e il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 
Nel salone del Comune, il consigliere del PdL Giacomo Cosentino ha fatto gli onori di casa per una breve ma intensa cerimonia a cui hanno preso parte gli studenti della Consulta studentesca varesina, il Vice Questore Giovanni Di Teodoro, il colonnello dei Carabinieri  Alessandro De Angelis, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo il sindaco Attilio Fontana e l’assessore ai Servizi educativi Enrico Angelini.
«Dobbiamo tenere vivi e presenti i principi che hanno ispirato il lavoro di Falcone e Borsellino – ha detto il sindaco rivolgendosi agli studenti - : la mafia è più diffusa di quanto si possa immaginare. In un’intervista, oggi, l’ex Procuratore di Varese, Giovanni Pierantozzi, ha proprio ricordato i processi a Varese, segnalando quanto la mafia sia diffusa capillarmente anche nei nostri territori. Dobbiamo valorizzare la legalità, perché nella e con la legalità la mafia non ha acqua in cui vivere. La legalità va vissuta ogni giorno, nelle piccole e grandi regole del vivere civile, rispettando le libertà altrui e non solo le nostre. C’è una frase che disse Borsellino su cui ho riflettuto, e cioè che la mafia non si sconfigge solo nelle aule del tribunale. La mafia si sconfigge nella società».
 
Il bisogno che la legalità diventi la normalità è stato ricordato anche dal presidente Cattaneo: « Il loro fu un esempio di normalità. E così deve essere per tutti, in ogni quotidianità che si affronta, la capacità di stare al proprio posto e fare il proprio dovere».
 
E di coinvolgimento ha parlato anche l’assessore Angelini che ha invitato i ragazzi a essere assetati di giustizia e verità.
 
La figura di Giovanni falcone è stata poi ricordata dal questore vicario che visse due anni, al suo primo incarico, proprio nella trincea di Palermo, vicino agli uomini della scorta e con lo stesso Falcone: « Prima la Sicilia non riconosceva la mafia. Falcone gettò il seme e oggi la Sicilia siamo tutti noi» 
Al termine degli interventi, è stata deposta una corona di alloro sotto la lapide del porticato di Palazzo Estense.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2013
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