La nuova ciclabile “invade” il condominio (forse)

Partiti i lavori per la nuova rotonda via Venegoni-via 20 Settembre, salta fuori un intoppo: il condominio sull'area ex Galdabini rivendica la proprietà dello spazio su cui dovrebbe sorgere la ciclabile. Il cantiere della rotonda va avanti

Partono i cantieri per la nuova rotonda e salta fuori un intoppo davvero inaspettato, che riguarda le ciclabili previste dal progetto di sistemazione dell’area: il terreno su cui realizzare la pista ciclabile su via 20 Settembre risulterebbe al catasto in parte proprietà di un condominio. L’indicazione "al catasto" è importante, perchè il Comune dice invece di avere in mano i documenti che dimostrano la proprietà, probabilmente mai trascritti al catasto.

La questione riguarda le aiuole davanti al complesso "ex Galdabini", il grande palazzo (nato da un progetto di Aldo Rossi) che è sorto al posto della storica fabbrica, all’incrocio tra via Venegoni e via 20 Settembre. Ora, secondo il progetto elaborato dal Comune, le aiuole dovrebbero lasciare il posto ad una corsia ciclabile (s’intravede in rosa, sul lato destro del render di progetto qui a fianco), per migliorare la sicurezza su un tratto di strada abbastanza stretto e di certo molto trafficato. Il Comune prevedeva persino il trasferimento delle piantine in altre aiuole, ma c’è un problema molto concreto: il condominio (a destra nel render) rivendica la proprietà delle aiuole. Un inghippo nato – pare – dalla riscrittura della convenzione: la convenzione era stata modificata più volte, nel 1997 un primo accordo tra Comune e proprietario (ingegner Galdabini) aveva portato alla cessione di una parte dell’area all’ente comunale. Nel 2004 l’accordo fu confermato da un "atto di identificazione". È in questo passaggio che qualcosa va storto, dice una nota del Comune: «Detta identificazione, purtroppo, non risulta correttamente riportata nella mappa catastale ufficiale, alla quale fanno riferimento i proprietari. Da essa, infatti, risulterebbe l’occupazione di alcune aree cedute e identificate dagli atti notarili ufficiali». Insomma: un errore c’è stato, ma l’area sarebbe comunque del Comune, con tanto di documenti a comprovarlo. «Il progetto della rotatoria, pertanto, prevede lavori su aree cedute al Comune e non a terzi».

Come andrà avanti la vicenda? Fino ad oggi i condòmini di via 20 Settembre non sembravano molto propensi ad un accordo con il Comune, contestando in parte anche l’utilità effettiva dell’opera. «I lavori per il rondò vadano avanti a farli, poiché la rotatoria è utilissima. Viceversa la pista ciclabile, nella sua interezza, contravviene ai più elementari principi di buon senso» ha dichiarato al quotidiano La Prealpina Franco Molteni, uno dei condòmini dell’ex Galdabini. «Oltre a essere inutile, non è una spesa prioritaria per un Comune che in quetso momento fa pagare le imposte più alte di tutta la provincia» (nell’immagine del progetto, le ciclabili sono segnate in rosso: il tratto di via 20 Settembre è quello sulla sinistra dell’immagine).

Nella giornata di oggi c’è stata una riunione e il Comune ha incontrato l’amministratore. «Si sono anche esaminate le altre segnalazioni mosse dai proprietari con delega all’amministratore, in relazione alla riduzione dei parcheggi e alla parzialità della pista  ciclabile. I partecipanti all’incontro hanno approfondito tali argomenti e stanno valutando una possibile variante riferita alla zona. Tale modifica potrebbe risolvere i problemi evidenziati, mantenendo quasi inalterata la disponibilità di parcheggi». Quale sarà la soluzione? Per ora questa è la sola indicazione che viene data.

Per il resto, conclude il Comune, «i lavori alla nuova rotatoria procederanno regolarmente, senza pregiudicare la possibilità di intervenire con la citata variante».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2013
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