La solitudine dell’Asparago di Cantello

Meteo ingrato, politiche diverse, Igp che non arriva. Storia della "crisi di crescita" di un prodotto d'eccellenza, cha vanta ogni anno schiere di fan

La stagione 2013 per l’asparago di Cantello è: «Una stagione da dimenticare». E se a dirlo è Giacomo Mazza, pochi minuti dopo avere guadagnato il titolo per i migliori asparagi di Cantello dell’anno c’è da fidarsi: la stagione 2013 si è rivelata difficoltosa, soprattutto dal punto di vista meteorologico ma non solo:«Intendiamoci: come qualità va bene, gli asparagi sono ottimi. Ma il tempo ci fa diventare matti: abbiamo perso 20 giorni che non recupereremo sicuramente più avanti». L’asparago di Cantello è una tradizione rinata, e che forse soffre di "mal di crescita": un prodotto agricolo fino a pochi decenni fa relegato a curiosità dell’orto di famiglia, ora rappresenta una fonte di reddito e di fama sovracomunale per i cantellesi. Anche e soprattutto grazie al successo della fiera dell’Asparago, da ormai oltre 70 anni organizzata dalla locale Pro Loco: che a colpi di risotto e asparagi con le uova, convince migliaia e migliaia di persone all’anno della sua bontà. Ma forse non basta.

«Le fiere ci vanno bene perché ci aiutano a commercializzare il prodotto – ammette Mazza –  Però se l’Igp arrivasse sarebbe una bella cosa: si tratterebbe di un punto di forza per la vendita. Siamo in battaglia da diversi anni, però, e non ne vediamo ancora la fine» La conferma arriva, infatti dal Presidente associazione per l’Igp dell’Asparago di Cantello, Giannino Brusa, che spiega a che punto è il percorso dell’Igp, "Indicazione Geografica Protetta", per l’asparago cantellese: «Adesso siamo fermi in regione Lombardia. Entro fine mese a Milano dovrebbe essere fatta la riunione che definisce il parere favorevole della Regione: parere fondamentale perché venga mandato a Roma perchè possa a sua volta un suo parere e finalmente possa essere mandato a Bruxelles per l’approvazione definitiva»

 

L’Igp non è solo una soddisfazione personale per l’agricoltore che vuole vedere riconosciuta la qualità del prodotto: «Per chi si rivolge alla grande distribuzione, il marchio Igp è un grande vantaggio per poter continuare a vendere il nostro asparago allo stesso prezzo che pratichiamo ora, che è un prezzo doppio rispetto a quello "normale"» spiega senza mezzi termini Brusa, il presidente dell’associazione.

Ma cosa significa coltivare gli asparagi di Cantello? «Nel pieno della stagione, significa tanta fatica- confessa Federica Baj, che dei cinque "grandi produttori" di Asparagi di Cantello è l’unica che ha una azienda biologica – però anche una bella soddisfazione per un prodotto che si coltiva dall’800, che per tanti anni non si coltivava più e che ora si sta ricominciando a coltivare riportando avanti la tradizione». La BioBai non punta per nulla sulla grande distribuzione: preferisce il mercatino di slow food di Milano, per esempio, per "esportare" la qualità anche nella grande città. 

Cantello ha in tutto cinque "grandi produttori"(Mazza, Brusa, Bianchi, Baj e Catella) cioè aziende agricole in grado di fare una produzione consistente: che però raggiunge circa i 400 quintali all’anno complessivamente. Poi ci sono una pletora di piccoli e piccolissimi produttori, che lo fanno per diletto o hanno un numero molto limitato di clienti, magari un solo ristorante per esempio. Quest’anno, alla gara, ne erano rappresentati solo tre: mancavano i Catella, una delle aziende agricole più note insieme a quella dei Mazza, e proprio la BioBai, l’azienda di Federica. E quest’anno mancavano anche istituzioni e associazioni: sarà stata la pioggia o il peso delle difficoltà o delle disunioni che vano a scapito di una prelibatezza che ha fatto rivivere l’agricoltura del paese di confine (nel comune di cantello c’è la grande dogana di Gaggiolo-Stabio)?



Pasquale Gervasini
, presidente di Confagricoltura Varese, è su palco delle premiazioni l’unico rappresentante dell’agricoltura, per un prodotto che viene considerato un assoluta eccellenza del territorio. Ma lo è davvero?: «Lo è e lo dimostra il fatto che noi da sempre non manchiamo alla sagra dell’asparago di Cantello, che è una delle tradizioni consolidate del territorio e non facciamo mancare la nostra presenza nel giorno in cui si glorifica questa eccellenza» Gervasini usa il termine "Glorificare": come se fosse andato a messa, più che ad una sagra, a celebrare uno dei pochi prodotti agricoli caratterizzanti questa provincia, che bisogna curare bene per non perderlo. Ci riusciranno? 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2013
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