Lazaar è convinto: “Il Varese ripartirà alla grande”

Il giovane difensore si racconta, dai suoi primi passi in biancorosso all'epilogo di Brescia: «Volevamo i playoff, ma è stata comunque una stagione positiva. Ci riproveremo l'anno prossimo»

Alla prima vera stagione da professionista Achraf Lazaar ha saputo conquistarsi il suo spazio tra i titolari sia durante la gestione Castori (soprattutto dopo la cessione di Grillo), sia nelle partite dirette da Agostinelli. Mancino puro, corsa e diligenza tattica stanno lanciando il giovane terzino cresciuto nel Varese che lo ha fatto debuttare nel grande calcio e che, vista la tenera età (classe 1992) – si augura un brillante futuro per questo ragazzo nato in Marocco ma cresciuto a Venegono.
 
Lazaar, da quando veste la casacca biancorossa?
«Ho giocato i miei primi anni a Vengono e poi dalla categoria Giovanissimi sono passato al Varese. Il mio primo allenatore è stato Gennai, poi ho avuto Criscimanni, Mangia e Tomasoni. Con Sannino ho fatto l’esordio in prima squadra, ma posso dire che sono stabilmente con i grandi da quest’anno».
 
Venerdì 31 la Primavera del Varese sosterrà un match contro l’Under 21 di Mangia. Com’è stato il suo rapporto con l’attuale tecnico azzurro?
«Abbiamo sempre avuto un buon rapporto: anche dopo che è andato via da Varese ci siamo sentiti spesso e non perdo occasione per chiamarlo. Quando mi allenava mi dava sempre buoni consigli, credeva in me e nelle mie capacità e mi esortava sempre a dare il meglio in campo».
 
C’è aria di ultimo giorno di scuola allo stadio e giovedì la squadra diretta da Agostinelli sosterrà l’ultimo allenamento prima delle vacanze. Qual è lo stato d’animo nello spogliatoio?
«Personalmente sono tranquillo e sereno. Credo che il nostro campionato non sia andato male. Non abbiamo centrato l’obiettivo playoff, ma credo comunque che sia stata una stagione positiva».
 
Cosa boccia e cosa promuove di questa annata?
«Ovviamente non essere riusciti a continuare la nostra corsa per la serie A brucia e questa penso sia la nota negativa. Salvo invece il carattere della squadra: siamo sempre andati in campo con lo spirito giusto, volevamo fortemente i playoff, anche perché è un bel traguardo per ogni giocatore e per me sarebbe stato il top. In campo abbiamo sempre dato tutto, ma purtroppo non è bastato».
 
Se dovesse dare un voto alla sua stagione e a quella della squadra?
«Al Varese darei un 8,5. Io personalmente mi darei 7,5. Sono abbastanza realista nei miei confronti: riesco a capire quando faccio una buona prestazione e quando invece non sono sufficiente, ma quest’anno ha quasi sempre giocato all’altezza e sono contento».
 
Come sarà la prossima stagione?
«Dobbiamo pensare che siamo il Varese e questo è già un buon punto di partenza. Dobbiamo ripartire alla grande e cercare di andare più lontano possibile. La serie A ci è scappata quest’anno, ma senza dubbio ci riproveremo l’anno prossimo».
 
E il suo futuro quale sarà?
«Non sono abituato a fare troppi calcoli per il futuro. Mi piace pensare giorno per giorno e il mio presente ora si chiama Varese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2013
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