Livingston, 343 lavoratori ancora in Cassa Integrazione

La Filt-Cgil preoccupata per la situaizone ancora difficile per il personale della compagnia, rinata come newco. Intanto si valuta la costituzione di parte civile contro gli ex amministratori

A distanza di un anno e mezzo dal rilancio della Livingston, il 70% del personale è ancora in cassa integrazione. È la denuncia della Filt-Cgil, all’indomani dell’assemblea dei lavoratori tenutasi martedì a Malpensa: «Ad oggi risultano in cassa integrazione straordinaria ancora 343 lavoratori, dei 498 all’epoca della crisi della società che ha portato all’amministrazione straordinaria» spiegano dal sindacato. C’è molta preoccupazione da parte dei lavoratori, costretti da mesi a fare i conti con la cassa: la Filt Cgil in accordo con i lavoratori «ritiene necessaria una verifica puntuale del rispetto degli accordi sottoscritti presso il Ministero dello sviluppo economico, accordi che prevedevano un graduale riassorbimento del personale in cassa integrazione e a tale scopo la situazione sarà puntualmente monitorata sia con la società (la New Livingston s.r.l.) sia con le istituzioni che si erano fatte garanti degli accordi», vale a dire il Commissario straordinario Daniele Discepolo e lo stesso ministero dello sviluppo economico. Se la Cassa Integrazione è un tema che riguarda la NewCo nata per dare continuità alla "storica" Livingston, rimane poi aperta la questione della "vecchia" Livingston: all’indomani del rinvio a giudizio di nove dirigenti del cda della vecchia società (per bancarotta e distrazione di risorse), la Filt Cgil e i lavoratori stanno «concretamente valutando la possibilità di costituirsi parte civile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2013
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