Maxi sequestro di hashish, 100 kg nella rete delle Fiamme Gialle

L'operazione "Drugbusters" ha portato all'arresto di 4 persone responsabili dell'importazione dal Marocco di una partita di 300 kg di stupefacente per un valore stimato di 20 milioni di euro. In manette anche l'autore della segnalazione al 117

"Drugbusters", il nome dell’operazione riprende il titolo di una famosa serie tv degli anni ’80 (i Ghostbusters) ma il risultato non è l’ectoplasma nella famosa trappola ma 100 kg di hashish sequestrati e 200 bloccati prima che potessero arrivare a destinazione. Questo il risultato dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Busto Arsizio che ha permesso di arrestare i 4 membri dell’organizzazione che importava la sostanza stupefacente dal Marocco all’Italia, via Spagna, una delle rotte classiche del narcotraffico. Gli agenti della compagnia guidata dal capitano Stefania Quarta che, a seguito di una telefonata anonima al 117, avevano sequestrato un quintale di "fumo" nel bagagliaio di una Fiat 500 tra Samarate e Gallarate. 

Gli uomini del Nucleo mobile della Guardia di Finanza dopo giorni di indagini ed appostamenti sono riusciti ad individuare l’autovettura in questione che risultava noleggiata, presso l’aeroporto di Malpensa, da E.K.I.E. marocchina di 28 anni, e dal fratello 25enne E.K.A., entrambi residenti a Cassano Magnago. Da quella segnalazione, però, si sono sviluppate tutta una serie di indagini che hanno permesso di identificare ed arrestare anche due italiani, O.M., un giovane imprenditore di Cardano al Campo e M.S. un pluripregiudicato del Comasco. 

La quantità e la qualità dell’hashish sequestrato, secondo le stime degli esperti del reparto anti-droga delle Fiamme Gialle, avrebbe consentito di ottenere 600.000 dosi per un valore, al dettaglio di circa 6 milioni di euro. Le successive attività investigative, coordinate dal sostituto procurator di Busto Arsizio, Roberta Colangelo, hanno permesso di identificare altri 6 soggetti che sono risultati coinvolti a vario titolo nel traffico dello stupefacente e ritenuti insieme ai due fratelli marocchini un terminale di riferimento dell’organizzazione di narcotrafficanti. Con l’indagine è stato possibile ricostruire sia la quantità effettiva della sostanza trafficata, sia il percorso della stessa e tutti i soggetti, a vario titolo coinvolti.

“Stupefacente” è stato accertare che l’anonimo che aveva segnalato la presenza della droga, in realtà, era uno dei personaggi arestati il quale non aveva effettuato la segnalazione per uno spiccato senso civico, ma per mettere in atto il suo subdolo piano consistente nel far fuori una costola dell’organizzazione che si stava espandendo troppo, rosicchiando una grossa fetta del suo mercato.  Il quantitativo di sostanza trafficata ammonterebbe a circa 300 kg per un valore di mercato poco inferiore a 20 milioni di euro. Gli altri 200 kg, infatti, sono rimasti bloccati probabilmente in Marocco dopo che il locale referente dei narcos era incappato nell’arresto. 

Nella giornata di ieri, giovedì, i finanzieri di Busto Arsizio hanno eseguito nei confronti dei quattro responsabili del narcotraffico le misure di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale bustocco, di cui tre in carcere ed una agli arresti domiciliari, ed hanno effettuato circa 15 perquisizioni domiciliari nelle province di Varese e di Como che hanno consentito di sottoporre a sequestro altri 55 grammi di Marijuana e 2 grammi di hashish.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori l’hashish, proveniente dal Marocco, attraverso la Spagna è giunto in Italia per essere distribuito nelle provincie del nord della Lombardia.  Il nome dell’operazione prende spunto dalla “volatilità” degli indagati, che nel corso delle indagini, muovendosi come dei veri e propri fantasmi hanno reso difficile il lavoro degli investigatori. Questi imprendibili spettri nonostante tutto, alla fine sono stati “risucchiati” dalla legge, così come avveniva ai malcapitati fantasmi nella pellicola di successo degli anni ’80 “Ghostbusters”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2013
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