Musicisti in Italia per un festival, ma il festival è già passato

Cinque cittadini della Costa d'Avorio respinti alla frontiera aeroportuale: hanno detto di doversi esibire in Puglia, ma la Polizia ha fatto accertamenti e li ha rimandati indietro, ritenendoli sospetti

Sono arrivati in Italia come musicisti invitati in Puglia, ma il loro soggiorno in Italia non ci sarà: cinque cittadini della Costa d’Avorio, di età compresa tra i 24 e i 37 anni, sono stati respinti alla frontiera aeroportiale di Malpensa dalla Polizia e riaccompagnati all’imbarco. 
Erano tutti muniti di regolare visto di ingresso per “invito”, ma all’atto dell’intervista di frontiera hanno dichiarato di appartenere ad una delegazione di musici e cantori rappresentanti la cultura della propria terra e di essere attesi a Brindisi, ove era in corso una manifestazione folkloristica italiana. A supporto di quanto sostenuto hanno esibito un invito ufficiale della F.I.T.P. (Federazione italiana tradizioni popolari), relativo all’evento “Il fanciullo ed il folklore 2013 – 29° edizione"; hanno mostrato, inoltre, una prenotazione alberghiera presso una struttura della città di Lecce per la durata di otto notti.
La polizia ha avviato il controllo e ha scoperto che l’hotel era stato prenotato online, ma non era stato versato alcun anticipo in denaro come caparra. Dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari si è scoperto che non solo non vi era alcun invito per una delegazione ivoriana, ma che la manifestazione si era già svolta lo scorso aprile. Si è potuto così riscontrare che i cinque  avevano scaricato l’invito sul web, inserendo i propri nominativi in luogo dei partecipanti e producendo i documenti presso il consolato italiano di Abidjan come prova del loro viaggio in Italia, al fine di ottenere il rilascio di visti di ingresso. Fine del viaggio, dunque, per l’irregolarità amministrativa e per il timore che i cinque «sedicenti musicanti» potessero decidere di rimanere in Italia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2013
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