Nel futuro artigiano c’è una nuova idea di economia

Alle Ville Ponti il passaggio di consegne per la presidenza di Confartigianato Imprese Varese tra Giorgio Merletti e Davide Galli

Per definire il passaggio di consegne tra Giorgio Merletti e il nuovo presidente Davide Galli, il direttore di Confartigianato Imprese Varese Mauro Colombo ha usato l’espressione: «La miglior continuità nel cambiamento». Nessun ossimoro. Nessuna contraddizione. In effetti i due big dell’associazione di via Milano, parlando separatamente ai giornalisti e prima di stringersi la mano nella hall della Villa Napoleonica per la foto di rito, hanno fatto leva sullo stesso concetto: nel momento di difficoltà che sta attraversando il Paese, gli artigiani ci sono e sono anche pronti ad affrontare il futuro.
Merletti e Galli hanno molte cose in comune, due però spiccano su tutte: sono imprenditori e quindi vivono la crisi e la difficoltà sulla propria pelle; conoscono in profondità l’associazione e partecipano con passione alla vita associativa da molti anni. «Uno degli obiettivi di Confartigianato – ha detto Galli – non è solo offrire alle imprese strumenti più adatti per contrastare la crisi ma di poter superare le difficoltà con una nuova idea economica».

Il tema del fare impresa e della necessaria apertura alle nuove piattaforme tecnologiche sono stati i perni su cui hanno ruotato le varie idee di nuova economia scaturite dall’interessante dibattito con gli esperti intervenuti al congresso. Ma il saper fare artigiano e la tecnologia non bastano. Secondo Merletti, occorre anche «mettere da parte l’io e ragionare con il noi». Il tema della condivisione, della messa in rete e della solidarietà attiva tra imprenditori è un argomento su cui il presidente nazionale degli artigiani insiste da tempo. Un assist che Galli ha raccolto e rilanciato immediatamente. «Dobbiamo reagire con responsabilità – ha detto il nuovo presidente di Confartigianato Imprese Varese – facendo rete anche tra associazioni di categoria, sindacati, imprese, enti e istituzioni del territorio. Liberare l’impresa dagli orpelli esagerati della tassazione e della burocrazia, ma monitorare anche con coscienza le risorse della pubblica amministrazione per poter rilanciare l’attrattività della nostra provincia e dare alle imprese una parte di risorse per poter continuare a crescere e a produrre ricchezza sul territorio».

Quando si parla di responsabilità il pensiero di un artigiano va subito ai propri collaboratori con cui è abituato a lavorare gomito a gomito. La crisi si è inserita in questo «rapporto speciale» nel modo più subdolo, costringendo l’imprenditore a una scelta spesso impossibile da compiere. «Le piccole imprese – ha concluso Galli – hanno garantito l’occupazione anche negli anni di crisi, hanno mantenuto i collaboratori in azienda attingendo al patrimonio familiare, hanno usato poco e con responsabilità gli ammortizzatori sociali. Sono le protagoniste di una coesione sociale che non è mai venuta meno perché imprenditore e collaboratori lavorano fianco a fianco. In questi anni hanno saputo rinnovare, innovare e quindi cambiare riservando sempre un’attenzione particolare al capitale umano e al territorio in cui sono nate».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2013
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