Non profit e cultura. Il nuovo modello targato Ubi-Comune funziona

Oltre 2.000 persone socialmente «svantaggiate» a teatro grazie alla collaborazione tra gli assessorati alla Famiglia e alla Cultura , Teatro Apollonio, 23 associazioni, Fondazione Ubi e Banca Popolare di Bergamo

Se tutti i partecipanti a un esperimento mostrano soddisfazione per il risultato ottenuto, vuol dire che quella è una via da seguire. Un nuovo modello da adottare. A maggior ragione, se si è in tempi di crisi economica e di tagli e l‘esperimento riguarda l’ambito sociale e la cultura.
A tracciare questa nuova via sono stati due assessorati, una banca, una fondazione, un teatro e 23 associazioni che tutti insieme hanno realizzato il progetto “C’è posto per te”, portando al Teatro Apollonio, nei vari spettacoli della stagione, oltre duemila persone socialmente svantaggiate per motivi di reddito o perché diversamente abili.

Filippo de Sanctis, direttore del Teatro Apollonio, l’ha definita «un’operazione coraggiosa» da parte di Ubi-Banca Popolare di Bergamo e della Fondazione Ubi, perché il contributo di 50 mila euro da un lato ha sostenuto la cultura, come servizio offerto alla cittadinanza, e dall’altro, ha garantito l’accesso a fasce della popolazione "lontane", non per loro volontà, dalla cultura. «Un messaggio educativo importante – ha detto De Sanctis – in quanto l’accesso a un bene fondamentale come la cultura non è per niente scontato».
Non una semplice sponsorizzazione, dunque. Piuttosto «l’integrazione tra ciò che la banca fa già sul territorio, attraverso la fondazione, e l’opportunità rappresentata da un settore come quello del non profit che è in continua crescita» ha spiegato Flavio Debellini, direttore territoriale di Ubi. 
I due assessori; Simone Longhini (Cultura) e Enrico Angelini ( Famiglia e  Persona), il dirigente Francesco Spatola e il presidente della Fondazione Ubi Banca, Luigi Jemoli, hanno sottolineato la novità di un modello nel quale Comune, sociale e sociale privato trovano una piena collaborazione. «Si parla molto di reti, ma prima di parlare bisogna realizzarle in casa propria» ha detto Angelini. «L’auspicio è che visti i risultati – ha concluso Longhini – la collaborazione possa proseguire anche per la prossima stagione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2013
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