Nossa (Cgil): “I lavoratori non siano le vittime sacrificali della ferrovia”

La ricerca di una soluzione per la ripresa del cantiere della ferrovia si muove entro tempi e termini strettissimi. Venerdì 24 maggio l'assessore regionale incontra le istituzioni del territorio

I tempi strettissimi entri i quali si muove la ricerca di una soluzione per la ripresa del cantiere della ferrovia che sventra la Valceresio stanno facendo alzare la voce degli attori coinvolti, loro malgrado, nelle conseguenze del protrarsi dei lavori.
Una dichiarazione forte arriva dal sindacalista Flavio Nossa della Fillea Cgil, che insieme agli altri sindacati sta seguendo la preoccupazione dei lavoratori della Ics Grandi Lavori impegnata nel cantiere, e che adesso spiega: «Il fatto che l’assessore regionale Del Tenno non abbia voluto incontrare le organizzazioni sindacali dopo oltre un mese e mezzo dalla richiesta di incontro ci fa pensare che in realtà non abbia alcuna soluzione per il problema dello sblocco di lavori dell’Arcisate-Stabio, e ci chiediamo se non sia ora che la politica regionale di Governo e di opposizione non inizi ad interrogarsi sulla necessità di superare lo stallo provocato dal suo assessore alle infrastrutture in maniera di dare rapida soluzione al riavvio immediato del lavoro in cantiere».
L’assessore ha annunciato un incontro con le istituzioni del territorio fissato per venerdì 24 maggio nella sede territoriale di Regione Lombardia a Varese, ma la preoccupazione dei sindacati va in questo momento nei confronti del futuro dei lavoratori: «Che nessuno pensi – dichiara Nossa – che i lavoratori possano diventare la "vittima sacrificale" dell’incapacità o peggio dell’inerzia di chi da anni ci dichiara di aver trovato le soluzioni, e oggi nega uno spazio seppur minimo di confronto rispetto a presunte soluzioni che secondo noi non sono ancora state individuate. A questo punto ci chiediamo se, qualora la regione, a partire dal suo presidente, non sia in grado di risolvere il problema, non sia il caso che anche il Governo inizi a metterci la testa».
Mentre continua la richiesta di un incontro: «Attendiamo fiduciosi il confronto da noi invocato – spiega Nossa -, che se non verrà realizzato confermerà solo i nostri sospetti. A questo punto ci chiediamo se è possibile pensare che le 250 vittime sacrificali del lavoro possono aggiungersi alla schiera dei 45mila abitanti della Valceresio che a gran voce invocano una soluzione positiva di una situazione di certo da noi non voluta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2013
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