Per Expo 2015 serve una forza visionaria. E noi ce l’abbiamo

Gli imprenditori presenti al convegno della Camera di Commercio su Expo 2015 sono pronti alla sfida. L'indotto economico generato sarà di 25 miliardi di euro per 200mila nuove unità di lavoro. Previsti 20 milioni di visitatori

Ci sono due indicazioni principali che arrivano dal convegno organizzato dalla Camera di Commercio su Expo2015: primo, occorre una coesione totale di tutte le forze presenti sul territorio, dall’imprenditoria alla politica; secondo, bisogna passare subito dalle parole ai fatti. Lo staff dell’ente camerale incassa il plauso dei vertici operativi di Expo, presenti alle Ville Ponti, per aver messo a confronto le voci del territorio. «Vinceremo questa sfida – ha detto Alberto Mina, direttore delle relazioni istituzionali del Padiglione Italia – se convinciamo i presenti in questa sala. Non i cinesi».
Se il problema è convincere qualcuno della bontà dell’operazione Expo2015, gli imprenditori presenti al convegno hanno dimostrato di essere già pronti alla sfida. «Per Expo serve una forza visionaria. Noi a Varese ce l’abbiamo già» ha detto Francesco Aletti Montano. E come non dare ragione a uno che ha avuto la forza di immaginare e realizzare un resort, il borgo di Mustonate, che guarda dall’alto, con una certa riverenza, il lago di Varese e giocandosela alla pari, per bellezza e qualità, con le migliori località del Chiantishire. «C’è stato il silenzio per cinque anni – ha continuato Aletti Montano – tanto che in nessun piano regolatore di questa provincia compare la parola Expo. Ma se non prendiamo questo treno,  il territorio andrà incontro alla propria decadenza».
Un messaggio chiarissimo che fa leva non sulle opinioni ma sui numeri: durante le giornate più importanti  negli 80 saloni dell’area espositiva transiteranno fino a 250mila visitatori, quelli previsti in totale sono 20 milioni. Al momento i paesi presenti sono 128, ma potrebbero arrivare fino a 150, per un indotto economico di circa 25 miliardi di euro che genererà 200mila nuove unità di lavoro.
Rudy Collini, imprenditore e presidente di Promovarese, ribadisce l’importanza di non disperdersi in mille rivoli e di concentrarsi sulle cinque strade che portano all’appuntamento del 2015: informare, attrarre, accogliere, esporre, lavorare e formare. «I cinesi sanno a malapena che Milano è in Europa – ha spiegato Collini – figuriamoci se sanno dov’è Varese. Ecco perché dobbiamo formare e lavorare se vogliamo cogliere le nuove opportunità. In questa situazione Camera di Commercio e Promovarese possono fare da aggregatore e promuovere un fuorisalone».
L’aeroporto di Malpensa è il punto strategico di tutto il ragionamento. Nell’hub della brughiera atterreranno visitatori da tutto il mondo e quindi proprio lì sarà fondamentale aprire una finestra capace di mostrare le potenzialità turistiche ed economiche del territorio. «Siamo un punto di interconnessione per la mobilità ma anche per la cultura – ha detto Serafino Perego direttore real estate e corporate project di Sea – ecco perché possiamo essere una vetrina di Expo».
Entro il primo maggio 2015 la macchina dovrà essere pronta e perfetttamente funzionante. Il tempo dunque stringe e Perego ne è consapevole. «Iniziamo adesso – conclude il manager di Sea – il sito dell’aeroporto potrebbe essere già collegato a quello di Expo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 maggio 2013
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