“Pronto a incontrare il Presidente Maroni e la nuova giunta”

Marco Borradori ritiene un segnale importante per le relazioni "insubriche", l'istituzione di una commissione in Regione

Grandi opere, lavoratori frontalieri, rapporti istituzionali: sono questi gli argomenti "insubrici" che toccano più da vicino i territori di confine. Secondo Marco Borradori, storico consigliere di Stato e oggi sindaco di Lugano, l’introduzione di una commissione regionale per i rapporti con il Canton Ticino è un segnale molto importante: «Il Ticino – spiega – ha interesse a collaborare con la Regione Lombardia ma penso anche viceversa. In passato la Regio Insubrica ha permesso di creare dei contatti di vicinato e in 18 anni a Bellinzona ho incontrato diversi assessori regionali. Mi piacerebbe ora conoscere Roberto Maroni perché la Lombardia rappresenta un interlocutore necessario. Ho avuto finora un’ottima collaborazione soprattutto con Raffaele Cattaneo, ex assessore alle infrastrutture».

Quello delle grandi opere è infatti uno dei temi che più ha portato e che porterà Ticino e Lombardia a collaborare sul piano strategico: «Il Ticino è interessato dall’Alptransit, e abbiamo l’obiettivo di arrivare fino a Chiasso con l’auspicio che l’Italia proceda dalla sua parte. E poi dalla Lugano Malpensa o Arcisate Stabio, che dovrebbe essere pronta entro il 2014. Lo scopo qui invece è arrivare per l’Expo, evento sul quale la Svizzera sta investendo molto. Questo nuovo collegamento ci permetterebbe di raggiungere Malpensa in un’ora e poli come Losanna e Ginevra, in circa tre ore grazie al collegamento con Gallarate. Permetterebbe inoltre di dare un’alternativa all’auto per i frontalieri creando una dinamica positiva anche per quanto riguarda l’inquinamento e il traffico».

Sono circa 50mila i lavoratori italiani in Ticino e per Marco Borradori, esponente della Lega dei Ticinesi, l’aumento della loro presenza è anche un segnale proeccupante: «Sono il primo a dire che senza i frontalieri il Ticino si fermerebbe e soprattutto l’edilizia e la sanità. Ma sul terziario avanzato oggi dobbiamo aprire una riflessione. I ticinesi lavorano soprattutto in questo settore ed è importante che venga garantita loro l’occupazione a condizioni adeguate. Parlo di condizioni adeguate perché spesso i datori che assumono i frontalieri lo fanno a salari più bassi, che un lavoratore svizzero non può accettare. E se si alimenta questo meccanismo tutto il mercato del lavoro con il tempo sarà deteriorato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2013
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