Renzo Arbore: “Un duetto con Van De Sfroos? Magari!”

Intervista allo showman che mercoledì 8 maggio sarà al Teatro Apollonio di Varese in concerto con la sua Orchestra Italiana. Ecco cosa ci ha raccontato

Renzo Arbore Sono quasi vent’anni che lo showman italiano più conosciuto nel mondo gira ininterrottamente con la sua Orchestra, da un’estremità all’altra del mondo, con innumerevoli concerti acclamatissimi ovunque. Prima ci sono state la radio e le televisione ma Renzo Arbore è instancabile e continua a regalare al pubblico l’energia, la battuta pronta e il sorriso che da sempre lo contraddistinguono. Inimitabile e all’avanguardia da sempre, Arbore sarà a Varese mercoledì 8 maggio per fare tappa con la sua “carovana musicale” al Teatro Apollonio e ci racconta il suo progetto, e non solo, con la voce squillate. 

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Ha dato vita all’Orchestra Italiana 22 anni fa, nel 1991 e ancora oggi raccoglie successi. Qual è il segreto?
“Pensavo durasse due o tre anni e invece ho continuato a farne la mia principale attività. L’idea era quella di riscoprire la canzone napoletana classica d’autore e ancora oggi credo che si importantissimo farlo. La nostra cultura musicale è ottima e vivacissima dal punto di vista creativo e finalmente viene riconosciuto. Penso a cantautori come De Andrè, Modugno, Battisti che hanno scritto delle vere e proprie “operine”. Opere artistiche, poetiche, musicalmente ineccepibili. Abbiamo un serbatoi importante dal quale attingere”

Cosa vedremo alla serata varesina?

“Lo spettacolo è anche un omaggio a Roberto Murolo che è stato il più moderno e rivoluzionario cantante della canzone napoletana classica quella d’autore. Ci saranno poi momenti dedicati allo swing, una delle mie passioni e tanto altro”

Davide Van De Sfroos è un cantautore del lago di Como che ha riportato il dialetto nella musica italiana di oggi. Ha mai pensato a un duetto con lui?
“Davide Van De Sfroos lo conosco e se non avessi l’Orchestra l’avrei già fatto. Mi è sempre piaciuto conoscere e trasmettere musica folk di tutte le regioni d’Italia, canzoni bellissime che vengono dimenticate colpevolmente. E’ davvero un peccato”

Secondo lei perchè il suo spettacolo piace così tanto?
“Credo che si accorga che lo si fa con passione. Inoltre, la gente ha questo repertorio nel sangue e lo riscopre molto volentieri. Anche all’estero, la comunità italiana si commuove quando viene ai miei spettacoli, abbiamo la melodia nel DNA”

A proposito di orchestre italiane, oggi fanno molta fatica a sopravvivere. Cosa ne pensa?
“Penso che la musica non viene incoraggiata. La musica potrebbe anche essere un veicolo importante di promozione del paese ma non viene usato. La promozione è affidata ai ristoranti, ai sarti, agli architetti, al cinema fortunatamente ma è un vero peccato che la musica, di cui abbiamo un così ricco repertorio, non venga incoraggiata. Penso che fortunatamente abbiamo grandi tenori come Bocelli, conosciuti in tutto il mondo ma c’è tanto della nostra canzone che potrebbe essere esportato. Penso al Jazz di cui abbiamo i migliori talenti nel mondo”

Ha dei ricordi a Varese, è già stato qui?
“A Varese ci sono già stato una ventina d’anni fa. La ricordo con molto piacere, ero venuto a girare una serie di caroselli con Boncompagni. Ricordo delle ville bellissime, era stato un bel periodo della mia vita. C’erano tante feste, cibo ricco e tanti bei ricordi”

Cosa mi può dire de “L’Altra. La tv d’autore di Renzo Arbore", la trasmissione del sabato sera in seconda serata?
“Sono molto contento. Ogni puntata riscopre alcuni dei miei format televisivi e in tanti rimangono stupiti. Oggi c’è un modo molto diverso di fare la televisione, prima era più artigianale con qualche velleità artistica”

E’ uscito anche il libro "Vita, opere e (soprattutto) miracoli" di Garrucciu Gianni sulla sua storia…
“Sì, è un libro molto elogiativo (ride ndr). Si scopriranno tante cose, da quando facevo il giornalista al Corriere della Sera alla sera in cui ho deciso di cantare. Ricordo che ero a un concerto di Jannacci, lo invidiavo moltissimo. Lui era geniale, poetico e io decisi che avrei iniziato a salire sul palcoscenico anche io”

Uno dei ricordi più belli di questi anni tra musica e televisione?
“Sicuramente quando ho vinto l’esame per entrare in radio con Gianni Boncompagni, era il mio compagno di banco. Il nostro era già a quei tempi un sodalizio importante e abbiamo continuato a fare tante cose insieme. Avevo 24 anni e per me era come entrare nel mondo dei sogni” .

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2013
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