Reti cooperative: un incontro su strumenti e opportunità

L'iniziativa organizzata da Confcooperative Varese è in programma venerdì 17 maggio alle 9 alla sede di viale Aguggiari

Massimo Galli, presidente neoeletto Confocooperative Varese, presenta "Reti cooperative, strumenti e opportunità": l’incontro in programma venerdì 17 maggio alle ore 9 alla sede di viale Aguggiari, 10. «L’appuntamento di venerdì prossimo rientra nel progetto Ergon, il cui nome è un acronimo che già esplicita l’obiettivo: realizzare delle Eccellenze Regionali a supporto della Governance e dell’Organizzazione dei Network di imprese. Significa valorizzare l’aggregazione tra imprese cooperative in tutto il territorio lombardo. Questo obiettivo si può raggiungere creando diversi sistemi di informazione, supporto, sostegno, consulenza ai processi di aggregazione tra imprese, in particolare quelle cooperative, per le quali, proprio in virtù del loro DNA particolare per assenza di scopo di lucro, per democraticità nella gestione e per partecipazione attiva dei soci, vanno individuati dei percorsi specifici differenti dalle altre imprese di capitale».
Gli interventi messi in campo da Confcooperative Lombardia sono di ricerca, orientamento tra le diverse possibilità, formazione e informazione, consulenza e accompagnamento «ma anche – prosegue Galli – sperimentazioni nei territori lombardi in un contesto di normative in cambiamento e di mutate condizioni economiche e sociali. E anche con territori diversi tra loro, alcuni più strutturati, altri meno, ma con l’obiettivo di arrivare nel tempo alla stabilizzazione di servizi permanenti di accompagnamento delle imprese ai processi di aggregazione. Le imprese cooperative, – continua Galli – storicamente, a causa di molteplici fattori, a partire dalla piccola dimensione, hanno avviato percorsi di aggregazione. Fino ad ora però i principali modelli aggregativi sono stati quelli del Consorzio e del Consorzio tra imprese cooperative. Anche a causa del mutato contesto economico e legislativo, basti pensare alla riforma del codice degli appalti, oggi non tutto può essere in capo ai consorzi ed è forse per questo motivo che attualmente si stanno diffondendo, in alcune realtà, altre formule contrattuali».
E a Varese? «Il nostro è un territorio nel quale storicamente il principale strumento di aggregazione di imprese è sempre stato rappresentato dai Consorzi tra cooperative ed al momento sono molto attivi tre consorzi che operano in settori differenti, due di servizi alle imprese e un consorzio di cooperative sociali. Il mutamento delle condizioni di mercato, delle esigenze del territorio e del contesto legislativo ha fatto sì che si creassero, nell’ultimo biennio anche in provincia, alcune reti per meglio rispondere alle richieste della comunità. Queste reti nascono per realizzare progetti nel territorio e operano secondo una forte logica di partnership tra i soggetti che la compongono: ne fanno parte cooperative che attingono al sistema associativo Confcooperative Varese, quali il consorzio di cooperative sociali stesso che molto spesso è il capofila delle progettazioni congiunte, e singole cooperative sociali, ma anche soggetti giuridici diversi, quali fondazioni e aziende profit. È interessante notare come queste reti comprendono sempre più spesso soggetti che si integrano tra di loro con nature giuridiche e esperienze di percorsi professionali differenti; in questo senso, inoltre, la cooperazione, soprattutto quella sociale nel porsi come interlocutore per rispondere ai bisogni complessi del territorio, è sollecitata ad aggregare competenze e risorse differenti per formulare soluzioni il più globali possibili. Tra l’altro, dato stimolante, le reti danno la possibilità di uscire dall’ambito cooperativo e di coinvolgere anche imprese di altri settori, purché operanti nel territorio di riferimento e quindi di creare sinergie tra profit e noproft».
«Nel valorizzare l’aggregazione tra imprese cooperative come strumento di sviluppo competitivo – conclude Galli – sentiamo quanto sia prioritario creare consapevolezza nel territorio e fornire le informazioni utili per poi poter essere operativi in maniera efficace: soprattutto, è importante diffondere sempre più la cultura del “sentirsi, essere e fare rete” per essere forti in un mercato competitivo e cercare di imporsi laddove, con le singole forze, sarebbe più complesso riuscire».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2013
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